L’esigenza della ricerca svolta consegue dalla pressante necessità di esaltare la funzione della contabilità quale fondamentale modello di rappresentazione della gestione aziendale. Tale prospettiva asseconda una tendenza che ormai assume carattere di «emergenza mondiale», testimoniata da una generalizzata attenzione via via crescente a motivo di molteplici «urgenze» di controllo sia interno sia esterno alle aziende. Si impone, pertanto, nella direzione indicata una impellente inversione di paradigma scientifico. In questa prospettiva, il recupero della tradizione italiana di ragioneria, opportunamente innovata, può certamente svolgere un ruolo determinante. Il lavoro si articola in due parti. Nella prima parte, che comprende i primi due capitoli, si affrontano alcune rilevanti problematiche concernenti la gestione e le rilevazioni amministrative dell’azienda pubblica, focalizzando l’attenzione sulle caratteristiche della contabilità finanziaria e sul ruolo dei bilanci (preventivi e consuntivi). Nella seconda parte, che comprende i restanti capitoli, si affrontano le problematiche relative all’introduzione della contabilità generale, proponendo un sistema di rilevazione fondato su un principio ordinatore, denominato «di separazione o di sdoppiamento delle rilevazioni». Tale principio consente l’analisi dei fatti di gestione mediante la separata osservazione dei due classici aspetti (monetario ed economico) considerati dal sistema del reddito, rendendo possibile la determinazione del risultato finanziario e la sua funzionale e successiva riconciliazione col risultato economico. Nella configurazione dei contenuti operativi del sistema di scritture proposto, è stata privilegiata un’esposizione immediatamente fondata sul linguaggio tecnico-contabile. Tale scelta non sottintende affatto la necessità di semplificare ed esemplificare. Essa, piuttosto, desidera, esplicitamente, sottolineare la valenza comunicativa della “espressione contabile”, ritenendola molto più significativa rispetto ad altre “forme” di linguaggio sostitutivo.

TEORIA UNIFICATA E MODULARE DELLA CONTABILITA'. PRIMI SVILUPPI. VOLUME II: RAGIONERIA GENERALE DELLE AZIENDE PUBBLICHE

DI MEO, Walter
2005

Abstract

L’esigenza della ricerca svolta consegue dalla pressante necessità di esaltare la funzione della contabilità quale fondamentale modello di rappresentazione della gestione aziendale. Tale prospettiva asseconda una tendenza che ormai assume carattere di «emergenza mondiale», testimoniata da una generalizzata attenzione via via crescente a motivo di molteplici «urgenze» di controllo sia interno sia esterno alle aziende. Si impone, pertanto, nella direzione indicata una impellente inversione di paradigma scientifico. In questa prospettiva, il recupero della tradizione italiana di ragioneria, opportunamente innovata, può certamente svolgere un ruolo determinante. Il lavoro si articola in due parti. Nella prima parte, che comprende i primi due capitoli, si affrontano alcune rilevanti problematiche concernenti la gestione e le rilevazioni amministrative dell’azienda pubblica, focalizzando l’attenzione sulle caratteristiche della contabilità finanziaria e sul ruolo dei bilanci (preventivi e consuntivi). Nella seconda parte, che comprende i restanti capitoli, si affrontano le problematiche relative all’introduzione della contabilità generale, proponendo un sistema di rilevazione fondato su un principio ordinatore, denominato «di separazione o di sdoppiamento delle rilevazioni». Tale principio consente l’analisi dei fatti di gestione mediante la separata osservazione dei due classici aspetti (monetario ed economico) considerati dal sistema del reddito, rendendo possibile la determinazione del risultato finanziario e la sua funzionale e successiva riconciliazione col risultato economico. Nella configurazione dei contenuti operativi del sistema di scritture proposto, è stata privilegiata un’esposizione immediatamente fondata sul linguaggio tecnico-contabile. Tale scelta non sottintende affatto la necessità di semplificare ed esemplificare. Essa, piuttosto, desidera, esplicitamente, sottolineare la valenza comunicativa della “espressione contabile”, ritenendola molto più significativa rispetto ad altre “forme” di linguaggio sostitutivo.
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