Lo scopo della teoria dei rendiconti è quello di individuare gli strumenti che possano consentire una più estesa conoscenza della gestione in termini finanziari, presupposto indispensabile per l’analisi delle connesse condizioni di equilibrio. In tal senso, dopo aver analizzato il concetto di fabbisogno finanziario e le modalità di copertura ed aver chiarito struttura e forma del rendiconto finanziario, se ne illustra la metodologia di redazione seguendo due impostazioni. La prima impostazione (definita «tradizionale») segue una metodologia di determinazione dei flussi finanziari, già nota alla prassi, basata sull’impiego dei fogli di lavoro. Essa richiede la disponibilità di due stati patrimoniali successivi e del connesso conto economico, al fine di individuare le variazioni grezze, ossia tutte le variazioni intervenute nel periodo considerato, da cui estrapolare quelle rilevanti ai fini finanziari. Rispetto alla metodologia di regola impiegata nella prassi, tuttavia, si configurano talune varianti, inerenti soprattutto alle modalità di rappresentazione delle variazioni nel foglio di lavoro, nel tentativo di migliorarne la comprensibilità. La seconda impostazione (definita «innovativa») si discosta dalla prassi attuale e configura una diversa proposta di redazione del rendiconto che, pur risultando saldamente ancorata al sistema del reddito, prospetta talune varianti. Tale impostazione consente di determinare contabilmente un risultato finanziario della gestione, illustrando successivamente il passaggio al risultato economico. L’impostazione proposta trae spunto dallo studio delle aziende pubbliche, in cui l’aspetto finanziario è stato ed è tuttora preminente. In questo senso, si nota un’inversione di tendenza: non c’è più soltanto un trasferimento di idee e di concetti dall’impresa all’azienda pubblica, ma, per contro, è lo studio del-la gestione dell’azienda pubblica ad offrire utili spunti che possono essere trasferiti alle imprese. Inoltre, in termini più generali, si nota anche che, da un lato, le aziende pubbliche stanno introducendo sistemi di rilevazione che consentano di controllare l’aspetto economico della gestione; dall’altro, le imprese avvertono l’esigenza di introdurre una contabilità analitico-finanziaria, che consenta di seguire la dinamica monetaria e finanziaria.

TEORIA UNIFICATA E MODULARE DELLA CONTABILITA'. PRIMI SVILUPPI. VOLUME III: IL RENDICONTO FINANZIARIO DELLE IMPRESE

DI MEO, Walter
2005

Abstract

Lo scopo della teoria dei rendiconti è quello di individuare gli strumenti che possano consentire una più estesa conoscenza della gestione in termini finanziari, presupposto indispensabile per l’analisi delle connesse condizioni di equilibrio. In tal senso, dopo aver analizzato il concetto di fabbisogno finanziario e le modalità di copertura ed aver chiarito struttura e forma del rendiconto finanziario, se ne illustra la metodologia di redazione seguendo due impostazioni. La prima impostazione (definita «tradizionale») segue una metodologia di determinazione dei flussi finanziari, già nota alla prassi, basata sull’impiego dei fogli di lavoro. Essa richiede la disponibilità di due stati patrimoniali successivi e del connesso conto economico, al fine di individuare le variazioni grezze, ossia tutte le variazioni intervenute nel periodo considerato, da cui estrapolare quelle rilevanti ai fini finanziari. Rispetto alla metodologia di regola impiegata nella prassi, tuttavia, si configurano talune varianti, inerenti soprattutto alle modalità di rappresentazione delle variazioni nel foglio di lavoro, nel tentativo di migliorarne la comprensibilità. La seconda impostazione (definita «innovativa») si discosta dalla prassi attuale e configura una diversa proposta di redazione del rendiconto che, pur risultando saldamente ancorata al sistema del reddito, prospetta talune varianti. Tale impostazione consente di determinare contabilmente un risultato finanziario della gestione, illustrando successivamente il passaggio al risultato economico. L’impostazione proposta trae spunto dallo studio delle aziende pubbliche, in cui l’aspetto finanziario è stato ed è tuttora preminente. In questo senso, si nota un’inversione di tendenza: non c’è più soltanto un trasferimento di idee e di concetti dall’impresa all’azienda pubblica, ma, per contro, è lo studio del-la gestione dell’azienda pubblica ad offrire utili spunti che possono essere trasferiti alle imprese. Inoltre, in termini più generali, si nota anche che, da un lato, le aziende pubbliche stanno introducendo sistemi di rilevazione che consentano di controllare l’aspetto economico della gestione; dall’altro, le imprese avvertono l’esigenza di introdurre una contabilità analitico-finanziaria, che consenta di seguire la dinamica monetaria e finanziaria.
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