L’analisi muove da un interrogativo di fondo, ovvero se la libera circolazione degli alimenti e la preservazione del bene ambiente possano essere sufficienti alla costruzione di un mercato sensibile ai valori costituzionali. Un mercato “libero, allargato e sostenibile” non sempre può definirsi anche solidale. Se vengono obliterati i valori della vita e dello sviluppo della persona umana in favore dello scopo di lucro e della preminenza dell’impresa sul mercato e se non viene realizzato il più generale diritto alla salute del consumatore evidentemente non può ritenersi che si è in presenza di uno sviluppo reale ed efficiente del mercato stesso. Rilevano, così, i vari profili della corretta informazione (etichettatura) dei prodotti alimentari, sicché l’esame della normativa esistente attesta l’orientamento delle istituzioni comunitarie prima e del legislatore italiano poi,volto a dare attuazione alla sicurezza e all’informazione nell’esercizio della libera iniziativa privata che costituiscono i corollari dei principi di trasparenza e concorrenza del mercato, nell’ottica di garantire un’adeguata tutela dei consumatori. Il recupero del considerando n.22 del Reg. 178/2002 che spinge in favore di un’accentuata fiducia dei consumatori nell’efficienza della legislazione e nella capacità delle istituzioni comunitarie impone scelte operative che realizzino il pieno rispetto dei principi della sicurezza e dell’informazione, onde consentire un effettivo sviluppo della libera circolazione delle merci ed una tutela del consumatore nell’ottica della solidarietà.

SICUREZZA ALIMENTARE E TUTELA DEL CONSUMATORE

VITOLO, Rodolfo
2005

Abstract

L’analisi muove da un interrogativo di fondo, ovvero se la libera circolazione degli alimenti e la preservazione del bene ambiente possano essere sufficienti alla costruzione di un mercato sensibile ai valori costituzionali. Un mercato “libero, allargato e sostenibile” non sempre può definirsi anche solidale. Se vengono obliterati i valori della vita e dello sviluppo della persona umana in favore dello scopo di lucro e della preminenza dell’impresa sul mercato e se non viene realizzato il più generale diritto alla salute del consumatore evidentemente non può ritenersi che si è in presenza di uno sviluppo reale ed efficiente del mercato stesso. Rilevano, così, i vari profili della corretta informazione (etichettatura) dei prodotti alimentari, sicché l’esame della normativa esistente attesta l’orientamento delle istituzioni comunitarie prima e del legislatore italiano poi,volto a dare attuazione alla sicurezza e all’informazione nell’esercizio della libera iniziativa privata che costituiscono i corollari dei principi di trasparenza e concorrenza del mercato, nell’ottica di garantire un’adeguata tutela dei consumatori. Il recupero del considerando n.22 del Reg. 178/2002 che spinge in favore di un’accentuata fiducia dei consumatori nell’efficienza della legislazione e nella capacità delle istituzioni comunitarie impone scelte operative che realizzino il pieno rispetto dei principi della sicurezza e dell’informazione, onde consentire un effettivo sviluppo della libera circolazione delle merci ed una tutela del consumatore nell’ottica della solidarietà.
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