Questo contributo si propone di mettere a fuoco alcuni aspetti ritenuti rilevanti nelle politiche e nella gestione dei sistemi d’istruzione superiore, alla luce del processo di riforma e dei significativi cambiamenti in corso nello scenario italiano ed europeo. L’evoluzione del sistema d’istruzione superiore in Italia, dall’Unità fino a pochi decenni fa, appare come un lento processo di proposte, tentativi di riforma falliti ed interventi legislativi parziali. A parere di molti studiosi, gli interventi normativi strutturalmente riformatori hanno inizio nel 1989 con le leggi Ruberti; ad oggi, questo settore appare investito da dinamiche di cambiamento finora sconosciute, in fieri e per alcuni aspetti con prospettive non ancora definite, contrastate e spesso più teorico-normative che applicate. Alcune delle ragioni che hanno scosso la storica condizione di sostanziale immobilità dell’università italiana possono essere rintracciate in vari fenomeni, quali: la riduzione delle immatricolazioni iniziata dalla metà degli anni ’70 per effetto della contrazione demografica; la “fuga di cervelli” già segnalata negli anni ’80; l’attenzione dei media attirata da casi di malcostume e, poi, ampliatasi ai temi della riforma universitaria; l’insoddisfazione denunciata da un numero sempre maggiore di voci interne ed esterne all’accademia; il rinnovamento - a partire agli anni ’90 - che ha investito i modelli gestionali di tutto il settore pubblico; la diminuzione delle risorse pubbliche; infine il necessario inserimento nel contesto europeo. Si assiste ad una trasformazione che investe, allo stesso tempo, la sfera istituzionale, normativa, economica e sociale degli attori coinvolti. Lo studio dell’istituzione accademica è stato definito Su queste premesse, nel primo capitolo del lavoro, vengono esaminate le principali dimensioni di tale cambiamento in relazione al contesto sociale in cui il sistema dell’istruzione si colloca, adottando la prospettiva ampliata delle teorie sulla governance, della “stakeholder society” e dell’approccio relazionale. Su queste basi, si analizzano le prospettive delle politiche universitarie rispetto alle finalità, all’identità e alle strategie che caratterizzano, oggi, questa istituzione. Per comprendere la ragion d’essere e le direttrici di sviluppo percorribili dall’attuale sistema, si assumono come basi di partenza l’evoluzione storica della “missione” e delle caratteristiche dell’università e la disamina dei più autorevoli modelli teorici di classificazione ed analisi dell’istruzione superiore. Le riflessioni sulle prospettive attuali dell’università sono emerse dall’analisi dell’ateneo inteso come sistema: l’identità, gli scopi del suo agire, lo studio della sua evoluzione attraverso il vissuto e le prospettive future, le strategie di segmentazione dei pubblici-interlocutori e quelle di differenziazione rispetto agli altri attori della ricerca e dell’alta formazione. L’interazione tra tanti soggetti ha motivato l’approfondimento, nel secondo capitolo, dell’approccio relazionale come prospettiva di studio e come orientamento strategico per le università. Collocando questo lavoro nell’area ampia e multidisciplinare dello studio sociologico delle relazioni, si è inteso affrontare alcuni temi di natura politico-istituzionale, sociale e organizzativa, relativi ai soggetti interlocutori, ai modelli ed alle dinamiche d’interazione che interessano il sistema universitario. Si ritiene, infatti, che il governo delle relazioni sia una dimensione determinante per guidare e gestire i processi insiti nella funzione, propria dell’università di nodo critico. Essa svolge un ruolo essenziale per la creazione e la diffusione della conoscenza, per la formazione e la valorizzazione del capitale umano, per favorire e sostenere, infine, strategie e politiche di sviluppo culturale, sociale ed economico. L’ipotesi avvalorata dallo studio è che l’università e l’higher education possano ricevere ed offrire grandi vantaggi sviluppando le dimensioni relazionali. L’esigenza di creare ed alimentare effetti sinergici affonda le sue ragioni in modelli di politiche pubbliche che coinvolgono gli altri attori sociali (governance) ed in un contesto socio-economico caratterizzato dalla centralità delle risorse di conoscenza e innovazione, ispirato e regolato da criteri di qualità, di efficacia e di efficienza e, di conseguenza, interessato da meccanismi di competizione e di cooperazione. Lo studio dei temi relazionali appare ricco di riflessioni provenienti da diverse aree di ricerca sia delle scienze umane, quali la sociologia, la psicologia sociale, l’antropologia e le scienze politiche, sia di quelle economico-aziendali. Nella disamina dell’approccio relazionale, pur dedicando maggiore approfondimento agli studi sociali – dalla letteratura sociologica classica ai più recenti sviluppi della network analisys – si riserva attenzione anche ad alcuni contributi di matrice aziendale, al fine di individuarne le opportunità per l’agire dell’istituzione universitaria. Lo studio prosegue attraverso l’esame dei diversi tipi di relazioni in base alla natura dei legami considerati in letteratura. Di qui, la riflessione si concentra su elementi teorico-metodologici, proponendo una tipologia che considera contestualmente fundamenta divisionis quali le caratteristiche degli interlocutori, gli obiettivi specifici del rapporto, gli argomenti su cui si basa l’interazione e gli effetti in termini di reazione da parte degli interlocutori. Il “ventaglio” delle relazioni si dispiega, così, nelle dimensioni relazionali: istituzionali, commerciali, economico-finanziarie, interne e di partnership. Nelle pagine che seguono, dopo aver considerato le ragioni e le opportunità della prospettiva relazionale nel sistema universitario attuale, l’attenzione si sofferma su alcuni particolari tipi di relazioni tra l’università ed i soggetti rilevanti del contesto socio-economico. Si privilegia, infatti, l’osservazione delle dimensioni relazionali istituzionali, di partnership ed economico-finanziarie; queste – poco esplorate rispetto al sistema italiano dell’istituzione universitaria pubblica – appaiono essenziali per la crescita del sistema accademico e, più in generale, per lo sviluppo collettivo. Nella parte finale, terzo capitolo del lavoro, viene proposto il caso di studio del Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno richiamando il quadro degli elementi teorici esaminato nella prima parte del lavoro.

Nuove prospettive del sistema universitario. Modelli, soggetti e relazioni

LEONE, Stefania
2005

Abstract

Questo contributo si propone di mettere a fuoco alcuni aspetti ritenuti rilevanti nelle politiche e nella gestione dei sistemi d’istruzione superiore, alla luce del processo di riforma e dei significativi cambiamenti in corso nello scenario italiano ed europeo. L’evoluzione del sistema d’istruzione superiore in Italia, dall’Unità fino a pochi decenni fa, appare come un lento processo di proposte, tentativi di riforma falliti ed interventi legislativi parziali. A parere di molti studiosi, gli interventi normativi strutturalmente riformatori hanno inizio nel 1989 con le leggi Ruberti; ad oggi, questo settore appare investito da dinamiche di cambiamento finora sconosciute, in fieri e per alcuni aspetti con prospettive non ancora definite, contrastate e spesso più teorico-normative che applicate. Alcune delle ragioni che hanno scosso la storica condizione di sostanziale immobilità dell’università italiana possono essere rintracciate in vari fenomeni, quali: la riduzione delle immatricolazioni iniziata dalla metà degli anni ’70 per effetto della contrazione demografica; la “fuga di cervelli” già segnalata negli anni ’80; l’attenzione dei media attirata da casi di malcostume e, poi, ampliatasi ai temi della riforma universitaria; l’insoddisfazione denunciata da un numero sempre maggiore di voci interne ed esterne all’accademia; il rinnovamento - a partire agli anni ’90 - che ha investito i modelli gestionali di tutto il settore pubblico; la diminuzione delle risorse pubbliche; infine il necessario inserimento nel contesto europeo. Si assiste ad una trasformazione che investe, allo stesso tempo, la sfera istituzionale, normativa, economica e sociale degli attori coinvolti. Lo studio dell’istituzione accademica è stato definito Su queste premesse, nel primo capitolo del lavoro, vengono esaminate le principali dimensioni di tale cambiamento in relazione al contesto sociale in cui il sistema dell’istruzione si colloca, adottando la prospettiva ampliata delle teorie sulla governance, della “stakeholder society” e dell’approccio relazionale. Su queste basi, si analizzano le prospettive delle politiche universitarie rispetto alle finalità, all’identità e alle strategie che caratterizzano, oggi, questa istituzione. Per comprendere la ragion d’essere e le direttrici di sviluppo percorribili dall’attuale sistema, si assumono come basi di partenza l’evoluzione storica della “missione” e delle caratteristiche dell’università e la disamina dei più autorevoli modelli teorici di classificazione ed analisi dell’istruzione superiore. Le riflessioni sulle prospettive attuali dell’università sono emerse dall’analisi dell’ateneo inteso come sistema: l’identità, gli scopi del suo agire, lo studio della sua evoluzione attraverso il vissuto e le prospettive future, le strategie di segmentazione dei pubblici-interlocutori e quelle di differenziazione rispetto agli altri attori della ricerca e dell’alta formazione. L’interazione tra tanti soggetti ha motivato l’approfondimento, nel secondo capitolo, dell’approccio relazionale come prospettiva di studio e come orientamento strategico per le università. Collocando questo lavoro nell’area ampia e multidisciplinare dello studio sociologico delle relazioni, si è inteso affrontare alcuni temi di natura politico-istituzionale, sociale e organizzativa, relativi ai soggetti interlocutori, ai modelli ed alle dinamiche d’interazione che interessano il sistema universitario. Si ritiene, infatti, che il governo delle relazioni sia una dimensione determinante per guidare e gestire i processi insiti nella funzione, propria dell’università di nodo critico. Essa svolge un ruolo essenziale per la creazione e la diffusione della conoscenza, per la formazione e la valorizzazione del capitale umano, per favorire e sostenere, infine, strategie e politiche di sviluppo culturale, sociale ed economico. L’ipotesi avvalorata dallo studio è che l’università e l’higher education possano ricevere ed offrire grandi vantaggi sviluppando le dimensioni relazionali. L’esigenza di creare ed alimentare effetti sinergici affonda le sue ragioni in modelli di politiche pubbliche che coinvolgono gli altri attori sociali (governance) ed in un contesto socio-economico caratterizzato dalla centralità delle risorse di conoscenza e innovazione, ispirato e regolato da criteri di qualità, di efficacia e di efficienza e, di conseguenza, interessato da meccanismi di competizione e di cooperazione. Lo studio dei temi relazionali appare ricco di riflessioni provenienti da diverse aree di ricerca sia delle scienze umane, quali la sociologia, la psicologia sociale, l’antropologia e le scienze politiche, sia di quelle economico-aziendali. Nella disamina dell’approccio relazionale, pur dedicando maggiore approfondimento agli studi sociali – dalla letteratura sociologica classica ai più recenti sviluppi della network analisys – si riserva attenzione anche ad alcuni contributi di matrice aziendale, al fine di individuarne le opportunità per l’agire dell’istituzione universitaria. Lo studio prosegue attraverso l’esame dei diversi tipi di relazioni in base alla natura dei legami considerati in letteratura. Di qui, la riflessione si concentra su elementi teorico-metodologici, proponendo una tipologia che considera contestualmente fundamenta divisionis quali le caratteristiche degli interlocutori, gli obiettivi specifici del rapporto, gli argomenti su cui si basa l’interazione e gli effetti in termini di reazione da parte degli interlocutori. Il “ventaglio” delle relazioni si dispiega, così, nelle dimensioni relazionali: istituzionali, commerciali, economico-finanziarie, interne e di partnership. Nelle pagine che seguono, dopo aver considerato le ragioni e le opportunità della prospettiva relazionale nel sistema universitario attuale, l’attenzione si sofferma su alcuni particolari tipi di relazioni tra l’università ed i soggetti rilevanti del contesto socio-economico. Si privilegia, infatti, l’osservazione delle dimensioni relazionali istituzionali, di partnership ed economico-finanziarie; queste – poco esplorate rispetto al sistema italiano dell’istituzione universitaria pubblica – appaiono essenziali per la crescita del sistema accademico e, più in generale, per lo sviluppo collettivo. Nella parte finale, terzo capitolo del lavoro, viene proposto il caso di studio del Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno richiamando il quadro degli elementi teorici esaminato nella prima parte del lavoro.
9788888813011
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11386/1062916
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact