Si recensisce qui la pubblicazione di una nuova traduzione italiana del famoso Natorp-Bericht e, cioè, del programma di ricerca, spedito a Paul Natorp e a Georg Misch, in cui Heidegger faceva il punto sullo stato delle sue ricerche su Aristotele. L’importanza di questo Bericht è attestata da Gadamer e dal suo giudizio secondo cui la lettura di Aristotele portata avanti dal giovane Heidegger avrebbe provocato una vera e propria rivoluzione. La recensione individua come nel giovane Heidegger sia centrale il tema della vita e dell’effettività dell’esserci. In questo senso, la filosofia, come interpretazione della vita effettiva, ha come suo oggetto l’esserci umano effettivo, caratterizzato dalla sua tendenza alla deiezione, ovvero dall’inclinazione della vita ad allontanarsi da se stessa. L’interpretazione fenomenologica del pensiero di Aristotele, in particolare del VI libro dell’Etica Nicomachea e delle due forme più appropriate di sapere che sono la sophia e la phronesis, permette a Heidegger di indagare le modalità della vita umana autentica, che si realizza nella prassi.

Recensione a M. HEIDEGGER, Interpretazioni fenomenologiche di Aristotele. Elaborazione per le facoltà filosofiche di Marburgo e di Gottinga (1922), a c. di A.P. Ruoppo, con un saggio di G. Figal, Guida, Napoli 2005, pp. 155

CAMMAROTA, Gian Paolo
2006-01-01

Abstract

Si recensisce qui la pubblicazione di una nuova traduzione italiana del famoso Natorp-Bericht e, cioè, del programma di ricerca, spedito a Paul Natorp e a Georg Misch, in cui Heidegger faceva il punto sullo stato delle sue ricerche su Aristotele. L’importanza di questo Bericht è attestata da Gadamer e dal suo giudizio secondo cui la lettura di Aristotele portata avanti dal giovane Heidegger avrebbe provocato una vera e propria rivoluzione. La recensione individua come nel giovane Heidegger sia centrale il tema della vita e dell’effettività dell’esserci. In questo senso, la filosofia, come interpretazione della vita effettiva, ha come suo oggetto l’esserci umano effettivo, caratterizzato dalla sua tendenza alla deiezione, ovvero dall’inclinazione della vita ad allontanarsi da se stessa. L’interpretazione fenomenologica del pensiero di Aristotele, in particolare del VI libro dell’Etica Nicomachea e delle due forme più appropriate di sapere che sono la sophia e la phronesis, permette a Heidegger di indagare le modalità della vita umana autentica, che si realizza nella prassi.
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