La vicenda migratoria è analizzata alla luce delle interviste raccolte dall’auto- re in Venezuela all’inizio degli anni Novanta. Caratteristica assai particolare è che esse ricostruiscono la fisionomia di una prima generazione di migranti italiani, giunta oltre oceano nel secondo dopoguerra, sulla spinta della miseria e della fame, e inseritasi in una società nella quale era quasi del tutto assente la presenza di connazionali. Dalle storie degli intervistati emerge la difficoltà dell’inserimento – talora la ritrosia ad inserirsi nella società ospite –, la «precarietà stabilizzata» dell’espe- rienza migratoria, il destino delle loro attività professionali e lavorative, le con- traddizioni tra aspettative e risultati. Emerge, inoltre, attraverso le testimonianze dei figli degli immigrati, il profilo di una seconda generazione di cui sono stati pubblicati solo pochi lavori e tutti in Venezuela. Questa seconda generazione vive quasi del tutto la «doppia estraneità» che già caratterizza la fisionomia dei genitori: stranieri in patria e stranieri nel paese nel quale giunsero. La domanda sull’identità degli emigrati italiani e su quella della prima generazione nata in Venezuela racchiude il senso proprio di questo saggio e, ancor di più, il senso intimo della loro personale esistenza, caratterizzata da un’ambigua percezione della propria identità.

UNA EMIGRAZIONE DI PRIMA GENERAZIONE IN AMERICA LATINA: IL CASO DEL VENEZUELA

D'ANGELO, Giuseppe
2010

Abstract

La vicenda migratoria è analizzata alla luce delle interviste raccolte dall’auto- re in Venezuela all’inizio degli anni Novanta. Caratteristica assai particolare è che esse ricostruiscono la fisionomia di una prima generazione di migranti italiani, giunta oltre oceano nel secondo dopoguerra, sulla spinta della miseria e della fame, e inseritasi in una società nella quale era quasi del tutto assente la presenza di connazionali. Dalle storie degli intervistati emerge la difficoltà dell’inserimento – talora la ritrosia ad inserirsi nella società ospite –, la «precarietà stabilizzata» dell’espe- rienza migratoria, il destino delle loro attività professionali e lavorative, le con- traddizioni tra aspettative e risultati. Emerge, inoltre, attraverso le testimonianze dei figli degli immigrati, il profilo di una seconda generazione di cui sono stati pubblicati solo pochi lavori e tutti in Venezuela. Questa seconda generazione vive quasi del tutto la «doppia estraneità» che già caratterizza la fisionomia dei genitori: stranieri in patria e stranieri nel paese nel quale giunsero. La domanda sull’identità degli emigrati italiani e su quella della prima generazione nata in Venezuela racchiude il senso proprio di questo saggio e, ancor di più, il senso intimo della loro personale esistenza, caratterizzata da un’ambigua percezione della propria identità.
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