Il dibattito sulla valorizzazione e lo sfruttamento delle risorse turistiche si inquadra, in generale, in un’ottica di accresciuta sensibilità alle problematiche ambientali che ha coinvolto l’attenzione di politici, operatori economici e popolazione residente. In particolare la gestione di aree protette risponde, anche, alla necessità di proporre e coordinare modelli di sviluppo sostenibile che coniughino la tutela ambientale con lo sviluppo sociale ed economico, fornendo alle comunità locali fonti di reddito alternative. Focalizzeremo la nostra attenzione sul territorio del Parco delle Madonie e il lavoro rientra nell’ambito di una ricerca più ampia, il cui obiettivo principale consiste nel definire se esistono le condizioni per la creazione di un sistema turistico integrato che coinvolga quella parte del comprensorio più marginale dal punto di vista economico, che coincide con il territorio dei comuni posti ad altitudini maggiori. Infatti, essendo ormai fallito il tentativo – più volte annunciato da politici ed esponenti delle pubbliche amministrazioni locali – di produrre sviluppo locale mediante la ricerca di forme di integrazione con il sistema turistico balneare ormai consolidatosi lungo la fascia costiera del parco, i comuni montani si trovano nella difficile situazione di doversi inventare processi di specializzazione turistica basati sulla fruizione delle risorse naturali e tendenti, dal punto di vista economico, a massimizzare la spesa dei turisti non residenti. Le azioni di policy individuate avranno un impatto sull’economia locale che sarà misurato, in sede di previsione, utilizzando tecniche di tipo ACB. Per poter produrre questo esercizio valutativo sarà necessario poter disporre non solo delle statistiche riguardanti i flussi turistici attuali, ma anche di una possibile previsione sulle potenzialità della domanda in relazione ai servizi turistici esistenti o da creare in futuro. Lo scopo ovviamente è quello di produrre una prima stima della spesa turistica (attuale e potenziale) legata alla capacità attrattiva dell’area naturale mediante la predisposizione delle seguenti fasi dell’indagine: a) individuazione delle caratteristiche socio economiche e delle preferenze individuali dell’attuale domanda turistica nei comuni del parco; b) ricostruzione della curva di domanda sia per il turismo escursionistico che per il turismo stanziale e stima della spesa attuale; c) previsione del possibile incremento di domanda e di spesa turistica che può verificarsi in seguito a possibili ipotesi di riorganizzazione delle attività ricettive e dei servizi connessi. Il presente lavoro, quindi, riporta i risultati di una recente indagine sulla domanda turistica effettuata sul territorio del parco ed è da considerare come una fase di pretesting. I risultati ottenuti sono molto incoraggianti in termini di possibilità di creare percorsi di crescita basati sulla attenta fruizione delle risorse naturalistiche e danno precise indicazioni sulle modalità di intervento da proporre per il potenziamento/riadeguamento dell’offerta locale e sugli elementi di stimolo della domanda di turismo naturalistico (ecotourism). L’utilizzo della Contigent Valuation, inoltre, si è rivelata un potente strumento di indagine in quanto ha permesso di mostrare l’esistenza di una buona disponibilità a pagare per la fruizione del servizio turistico in area parco, che caratterizza una domanda turistica potenziale tuttora in massima parte inespressa che andrebbe intercettata mediante intelligenti interventi di marketing turistico territoriale.

Contingent valuation e stima della domanda di turismo naturalistico nelle aree protette

CARLUCCI Fabio;
2009

Abstract

Il dibattito sulla valorizzazione e lo sfruttamento delle risorse turistiche si inquadra, in generale, in un’ottica di accresciuta sensibilità alle problematiche ambientali che ha coinvolto l’attenzione di politici, operatori economici e popolazione residente. In particolare la gestione di aree protette risponde, anche, alla necessità di proporre e coordinare modelli di sviluppo sostenibile che coniughino la tutela ambientale con lo sviluppo sociale ed economico, fornendo alle comunità locali fonti di reddito alternative. Focalizzeremo la nostra attenzione sul territorio del Parco delle Madonie e il lavoro rientra nell’ambito di una ricerca più ampia, il cui obiettivo principale consiste nel definire se esistono le condizioni per la creazione di un sistema turistico integrato che coinvolga quella parte del comprensorio più marginale dal punto di vista economico, che coincide con il territorio dei comuni posti ad altitudini maggiori. Infatti, essendo ormai fallito il tentativo – più volte annunciato da politici ed esponenti delle pubbliche amministrazioni locali – di produrre sviluppo locale mediante la ricerca di forme di integrazione con il sistema turistico balneare ormai consolidatosi lungo la fascia costiera del parco, i comuni montani si trovano nella difficile situazione di doversi inventare processi di specializzazione turistica basati sulla fruizione delle risorse naturali e tendenti, dal punto di vista economico, a massimizzare la spesa dei turisti non residenti. Le azioni di policy individuate avranno un impatto sull’economia locale che sarà misurato, in sede di previsione, utilizzando tecniche di tipo ACB. Per poter produrre questo esercizio valutativo sarà necessario poter disporre non solo delle statistiche riguardanti i flussi turistici attuali, ma anche di una possibile previsione sulle potenzialità della domanda in relazione ai servizi turistici esistenti o da creare in futuro. Lo scopo ovviamente è quello di produrre una prima stima della spesa turistica (attuale e potenziale) legata alla capacità attrattiva dell’area naturale mediante la predisposizione delle seguenti fasi dell’indagine: a) individuazione delle caratteristiche socio economiche e delle preferenze individuali dell’attuale domanda turistica nei comuni del parco; b) ricostruzione della curva di domanda sia per il turismo escursionistico che per il turismo stanziale e stima della spesa attuale; c) previsione del possibile incremento di domanda e di spesa turistica che può verificarsi in seguito a possibili ipotesi di riorganizzazione delle attività ricettive e dei servizi connessi. Il presente lavoro, quindi, riporta i risultati di una recente indagine sulla domanda turistica effettuata sul territorio del parco ed è da considerare come una fase di pretesting. I risultati ottenuti sono molto incoraggianti in termini di possibilità di creare percorsi di crescita basati sulla attenta fruizione delle risorse naturalistiche e danno precise indicazioni sulle modalità di intervento da proporre per il potenziamento/riadeguamento dell’offerta locale e sugli elementi di stimolo della domanda di turismo naturalistico (ecotourism). L’utilizzo della Contigent Valuation, inoltre, si è rivelata un potente strumento di indagine in quanto ha permesso di mostrare l’esistenza di una buona disponibilità a pagare per la fruizione del servizio turistico in area parco, che caratterizza una domanda turistica potenziale tuttora in massima parte inespressa che andrebbe intercettata mediante intelligenti interventi di marketing turistico territoriale.
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