L’adozione di Information and Communication Technologies (in seguito ICT) da parte delle piccole e medie imprese (in seguito PMI) italiane rappresenta un tema di grande attualità ed importanza. In particolare, la sua attualità deriva dal fatto che a partire dal 1998 si è registrata una penetrazione significativa e crescente delle ICT nelle organizzazioni di minori dimensioni; la sua importanza è da ricondursi ai presumibili effetti positivi degli investimenti in ICT delle PMI sulla produttività e sulla crescita del sistema industriale italiano, nell’ambito del quale le PMI assumono, come noto, un ruolo portante, nonché, più in generale, sulla modernizzazione del sistema Paese. In questo contesto è significativo soffermare l’attenzione sull’analisi degli aspetti che condizionano la decisione delle PMI di investire in ICT, ossia delle variabili che possono agire nel senso di indurre ovvero inibire tale decisione. Nell’ambito dell’analisi sarà evidenziato che nel processo decisionale relativo all’adozione di ICT entrano in gioco numerose variabili concernenti sia aspetti tecnici, connessi con le caratteristiche della tecnologia da adottare, sia aspetti comportamentali del decisore, riferiti alla sua intenzione di adozione della nuova soluzione ICT. Con riferimento al primo aspetto, saranno prese in considerazione le caratteristiche della tecnologia maggiormente influenti sulla decisione di adozione, quali il vantaggio relativo percepito, la compatibilità strutturale, la complessità, l’osservabilità e la sperimentabilità della nuova soluzione ICT. Con riferimento al secondo aspetto, basandoci sulla Theory of Planned Behavior (TPB), sarà mostrato come la decisione di adozione di ICT dipenda fondamentalmente da tre macro variabili: l’atteggiamento positivo o negativo del decisore nei confronti dell’adozione; la pressione sociale all’adozione, intesa quale sintesi di pressioni ed aspettative provenienti dal contesto sociale interno ed esterno all’impresa; la percezione della facilità/difficoltà di implementazione del progetto di adozione della nuova soluzione ICT. L’analisi può risultare utile: -alle PMI, in quanto consente loro di disporre di strumenti concettuali utili per una circostanziata analisi dell’offerta di ICT e degli aspetti da prendere in considerazione ai fini della decisione di investimento; -ai fornitori di ICT, in quanto può rappresentare uno strumento utile per declinare l’offerta di prodotti e comunicarne efficacemente potenzialità, vantaggi e limiti; -al policy maker, in quanto può fornire un supporto nella definizione di politiche pubbliche di incentivazione all’investimento in ICT. Il lavoro si articola in cinque parti. Nella prima sono sviluppate alcune riflessioni in merito all’investimento in ICT da parte delle PMI. Nella seconda sono riportati e commentati i risultati di alcune significative ricerche condotte sul tema da associazioni di categoria, società di consulenza ed istituzioni universitarie italiane ed estere. Nella terza è delineato un modello interpretativo della propensione all’investimento in ICT delle PMI. Nella quarta è studiata la prima dimensione del modello, rappresentata dalle caratteristiche della tecnologia condizionanti la propensione all’adozione. Nella quinta, infine, è approfondita la seconda dimensione del modello, ossia gli aspetti comportamentali del decisore, applicando la richiamata Theory of Planned Behavior alla decisione di adozione di una nuova soluzione ICT.

La propensione all'investimento in Information & Communication Technology delle Piccole e Medie Imprese

POLESE, Francesco;
2006

Abstract

L’adozione di Information and Communication Technologies (in seguito ICT) da parte delle piccole e medie imprese (in seguito PMI) italiane rappresenta un tema di grande attualità ed importanza. In particolare, la sua attualità deriva dal fatto che a partire dal 1998 si è registrata una penetrazione significativa e crescente delle ICT nelle organizzazioni di minori dimensioni; la sua importanza è da ricondursi ai presumibili effetti positivi degli investimenti in ICT delle PMI sulla produttività e sulla crescita del sistema industriale italiano, nell’ambito del quale le PMI assumono, come noto, un ruolo portante, nonché, più in generale, sulla modernizzazione del sistema Paese. In questo contesto è significativo soffermare l’attenzione sull’analisi degli aspetti che condizionano la decisione delle PMI di investire in ICT, ossia delle variabili che possono agire nel senso di indurre ovvero inibire tale decisione. Nell’ambito dell’analisi sarà evidenziato che nel processo decisionale relativo all’adozione di ICT entrano in gioco numerose variabili concernenti sia aspetti tecnici, connessi con le caratteristiche della tecnologia da adottare, sia aspetti comportamentali del decisore, riferiti alla sua intenzione di adozione della nuova soluzione ICT. Con riferimento al primo aspetto, saranno prese in considerazione le caratteristiche della tecnologia maggiormente influenti sulla decisione di adozione, quali il vantaggio relativo percepito, la compatibilità strutturale, la complessità, l’osservabilità e la sperimentabilità della nuova soluzione ICT. Con riferimento al secondo aspetto, basandoci sulla Theory of Planned Behavior (TPB), sarà mostrato come la decisione di adozione di ICT dipenda fondamentalmente da tre macro variabili: l’atteggiamento positivo o negativo del decisore nei confronti dell’adozione; la pressione sociale all’adozione, intesa quale sintesi di pressioni ed aspettative provenienti dal contesto sociale interno ed esterno all’impresa; la percezione della facilità/difficoltà di implementazione del progetto di adozione della nuova soluzione ICT. L’analisi può risultare utile: -alle PMI, in quanto consente loro di disporre di strumenti concettuali utili per una circostanziata analisi dell’offerta di ICT e degli aspetti da prendere in considerazione ai fini della decisione di investimento; -ai fornitori di ICT, in quanto può rappresentare uno strumento utile per declinare l’offerta di prodotti e comunicarne efficacemente potenzialità, vantaggi e limiti; -al policy maker, in quanto può fornire un supporto nella definizione di politiche pubbliche di incentivazione all’investimento in ICT. Il lavoro si articola in cinque parti. Nella prima sono sviluppate alcune riflessioni in merito all’investimento in ICT da parte delle PMI. Nella seconda sono riportati e commentati i risultati di alcune significative ricerche condotte sul tema da associazioni di categoria, società di consulenza ed istituzioni universitarie italiane ed estere. Nella terza è delineato un modello interpretativo della propensione all’investimento in ICT delle PMI. Nella quarta è studiata la prima dimensione del modello, rappresentata dalle caratteristiche della tecnologia condizionanti la propensione all’adozione. Nella quinta, infine, è approfondita la seconda dimensione del modello, ossia gli aspetti comportamentali del decisore, applicando la richiamata Theory of Planned Behavior alla decisione di adozione di una nuova soluzione ICT.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11386/3107588
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