La monografia consegue alla necessità di verificare un’idea: che C. Trebazio Testa, più di altri giureconsulti della sua generazione, si sia sforzato di indagare e interpretare il diritto in termini di continuità e di accordo tra l’età della res publica e l’età del principato favorendo processi di fluente mobilità del ius e rendendo compatibile ogni risultato alla dimensione storica del diritto. Vengono rivisitate, nel primo capitolo, le linee della interpretatio e della iurisdictio alla fine della repubblica e agli inizi del principato, approfondita la teorica dell’ordo iuris, indagato il nesso giurista-pretore, verificato che la sapientia del giurista tende naturalmente a esaltarsi nella scelta metodologica della unitarietà dello ius fermo il rapporto interattivo di ius civile e ius honorarium entro i limina di un sistema giuridico ‘aperto’. Nel secondo capitolo è affrontata la tematica del sacro e del giuridico: i ‘Libri de religionibus’ e la delimitazione dei concetti di sacrum, sanctum, religiosum, profanum. Nel terzo capitolo viene colta la tipicità del responso di Trebazio e la tipologia dei nessi all’interno della giurisprudenza tardorepubblicana al lume del giudizio comparato reso da Pomponio: < Trebatius peritior Cascellio, Cascellius Trebatio eloquentior (…), Ofilius utroque doctior > (D. 1.2.2.45, Pomp. l. sing. ench.). Nel quarto capitolo è posto a tema il ruolo di Trebazio nel principato nascente, la dialettica diritto - potere, il programma di legislazione augustea concernente la famiglia e l’invasività del principe, i rischi per la libertas e le reazioni di settori della giurisprudenza.

La giurisprudenza tra Repubblica e Principato. Primi studi su C. Trebazio Testa

D'ORTA, Maurizio
1990

Abstract

La monografia consegue alla necessità di verificare un’idea: che C. Trebazio Testa, più di altri giureconsulti della sua generazione, si sia sforzato di indagare e interpretare il diritto in termini di continuità e di accordo tra l’età della res publica e l’età del principato favorendo processi di fluente mobilità del ius e rendendo compatibile ogni risultato alla dimensione storica del diritto. Vengono rivisitate, nel primo capitolo, le linee della interpretatio e della iurisdictio alla fine della repubblica e agli inizi del principato, approfondita la teorica dell’ordo iuris, indagato il nesso giurista-pretore, verificato che la sapientia del giurista tende naturalmente a esaltarsi nella scelta metodologica della unitarietà dello ius fermo il rapporto interattivo di ius civile e ius honorarium entro i limina di un sistema giuridico ‘aperto’. Nel secondo capitolo è affrontata la tematica del sacro e del giuridico: i ‘Libri de religionibus’ e la delimitazione dei concetti di sacrum, sanctum, religiosum, profanum. Nel terzo capitolo viene colta la tipicità del responso di Trebazio e la tipologia dei nessi all’interno della giurisprudenza tardorepubblicana al lume del giudizio comparato reso da Pomponio: < Trebatius peritior Cascellio, Cascellius Trebatio eloquentior (…), Ofilius utroque doctior > (D. 1.2.2.45, Pomp. l. sing. ench.). Nel quarto capitolo è posto a tema il ruolo di Trebazio nel principato nascente, la dialettica diritto - potere, il programma di legislazione augustea concernente la famiglia e l’invasività del principe, i rischi per la libertas e le reazioni di settori della giurisprudenza.
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