A tutt’oggi si deve riscontrare che nell’ambito dell’OMC, o più esattamente nell’ambito della comunità internazionale, non è stato possibile completare il regime degli scambi commerciali multilaterali perché non si è completata l’intesa su come armonizzare i differenti e multiformi interessi contrapposti, che possono essere ricondotti schematicamente per necessità di sintesi imposta dai limiti del presente lavoro a tre categorie di paesi , le potenze commerciali , i paesi in via di sviluppo ed i paesi meno avanzati, senza per questo ignorare che, all’interno di ciascuna delle tre categorie indicate, si sono formate, in ragione di particolari sensibilità nei confronti di peculiari esigenze, ulteriori sottocategorie. A rendere ancor più incerte le prospettive di rinnovamento e ampliamento del sistema multilaterale OMC l’evidenziarsi di dubbi e contrasti sulle stesse modalità di approccio al negoziato, ovvero riguardo alla definizione degli ambiti di applicazione di tale regime, alla delimitazione dei suoi confini ed alla gestione di quelle istanze provenienti dall’interno dei singoli stati che a seconda della prospettiva dell’osservatore si configurano come reazioni protezionistiche e di chiusura al processo di liberalizzazioni o legittime risposte all’esigenza di tutelare diritti fondamentali. Esemplare, in tal senso, i problemi di compatibilità di un irruento sviluppo dei mercati con la salvaguardia dell’ambiente e dei diritti del lavoratore che il processo di liberalizzazione degli scambi commerciali non di rado ha innescato. In questa situazione di estrema difficoltà l’OMC ha avuto il merito di non limitarsi alla presa d’atto dello stato di crisi del processo negoziale ma si è adoperata attraverso il suo principale organo di governo, la Conferenza Ministeriale per preservare e rafforzare l’intesa sul principio generale dello sviluppo e sui collaterali principi di riferimento del regime commerciale multilaterale a cui il negoziato dovrà attuazione. Per poter fornire un’indicazione attendibile sul grado di sviluppo del lavoro svolto dalla Conferenza Ministeriale per definire una Communis Opinio degli stati membri in ordine all’attuazione del principio dello sviluppo nella disciplina OMC si è reso necessario ampliare il campo d’indagine, 1) ai riscontri forniti dalla prassi legislativa interna delle grandi potenze commerciali quali l’Unione Europea e gli Stati Uniti ; 2) alle istanze internazionali distinte dall’ OMC,dove, il dibattito ed il confronto riguardo al futuro assetto del sistema commerciale multilaterale è stato anticipato o è proseguito quando sembrava che il negoziato OMC fosse giunto ad un punto di stallo insuperabile . L’indicato ampliamento dell’area di ricerca ha consentito di comprendere come s’intersecano , talora scontrandosi, nel circoscritto ambito OMC e ancor più specificamente in quello della Conferenza Ministeriale le rivendicazioni individuali provenienti da singoli o gruppi di stati e di accertare l’affermazione o meno di principi comuni destinati a far da matrice ad un processo di sviluppo normativo che trasferendosi dal piano della soft law a quello dell’hard law sia in grado di arrivare a definire un più efficiente e inclusivo sistema commerciale multilaterale. I limiti del presente lavoro ci hanno indotto a privilegiare le istituzioni che si pongono come espressione della governance politico-tecnica del multilateralismo commerciale.

Valori e principi di riferimento nel mercato globalizzato degli scambi commercialiAnalisi - Testi - Documenti

MARTINO, Gerardo
2009

Abstract

A tutt’oggi si deve riscontrare che nell’ambito dell’OMC, o più esattamente nell’ambito della comunità internazionale, non è stato possibile completare il regime degli scambi commerciali multilaterali perché non si è completata l’intesa su come armonizzare i differenti e multiformi interessi contrapposti, che possono essere ricondotti schematicamente per necessità di sintesi imposta dai limiti del presente lavoro a tre categorie di paesi , le potenze commerciali , i paesi in via di sviluppo ed i paesi meno avanzati, senza per questo ignorare che, all’interno di ciascuna delle tre categorie indicate, si sono formate, in ragione di particolari sensibilità nei confronti di peculiari esigenze, ulteriori sottocategorie. A rendere ancor più incerte le prospettive di rinnovamento e ampliamento del sistema multilaterale OMC l’evidenziarsi di dubbi e contrasti sulle stesse modalità di approccio al negoziato, ovvero riguardo alla definizione degli ambiti di applicazione di tale regime, alla delimitazione dei suoi confini ed alla gestione di quelle istanze provenienti dall’interno dei singoli stati che a seconda della prospettiva dell’osservatore si configurano come reazioni protezionistiche e di chiusura al processo di liberalizzazioni o legittime risposte all’esigenza di tutelare diritti fondamentali. Esemplare, in tal senso, i problemi di compatibilità di un irruento sviluppo dei mercati con la salvaguardia dell’ambiente e dei diritti del lavoratore che il processo di liberalizzazione degli scambi commerciali non di rado ha innescato. In questa situazione di estrema difficoltà l’OMC ha avuto il merito di non limitarsi alla presa d’atto dello stato di crisi del processo negoziale ma si è adoperata attraverso il suo principale organo di governo, la Conferenza Ministeriale per preservare e rafforzare l’intesa sul principio generale dello sviluppo e sui collaterali principi di riferimento del regime commerciale multilaterale a cui il negoziato dovrà attuazione. Per poter fornire un’indicazione attendibile sul grado di sviluppo del lavoro svolto dalla Conferenza Ministeriale per definire una Communis Opinio degli stati membri in ordine all’attuazione del principio dello sviluppo nella disciplina OMC si è reso necessario ampliare il campo d’indagine, 1) ai riscontri forniti dalla prassi legislativa interna delle grandi potenze commerciali quali l’Unione Europea e gli Stati Uniti ; 2) alle istanze internazionali distinte dall’ OMC,dove, il dibattito ed il confronto riguardo al futuro assetto del sistema commerciale multilaterale è stato anticipato o è proseguito quando sembrava che il negoziato OMC fosse giunto ad un punto di stallo insuperabile . L’indicato ampliamento dell’area di ricerca ha consentito di comprendere come s’intersecano , talora scontrandosi, nel circoscritto ambito OMC e ancor più specificamente in quello della Conferenza Ministeriale le rivendicazioni individuali provenienti da singoli o gruppi di stati e di accertare l’affermazione o meno di principi comuni destinati a far da matrice ad un processo di sviluppo normativo che trasferendosi dal piano della soft law a quello dell’hard law sia in grado di arrivare a definire un più efficiente e inclusivo sistema commerciale multilaterale. I limiti del presente lavoro ci hanno indotto a privilegiare le istituzioni che si pongono come espressione della governance politico-tecnica del multilateralismo commerciale.
9788886836388
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