L’articolo prende le mosse dalla registrazione dei principali accadimenti politico-istituzionali che hanno connotato la più recente storia dell’Egitto - dallo scoppiare della rivolta di Piazza Tahrir, il venticinque gennaio 2011, fino all’agosto del 2012 -, per dare una risposta all’interrogativo che ne costituisce il titolo. Dall’analisi dei fatti, il momento delle manifestazioni e le loro più immediate ricadute non appaiono tali da fornire alcuna certezza, al popolo egiziano ed all’Occidente, su di un percorso che sia certamente indirizzato verso la democratizzazione e la stabilizzazione del Paese. Quelle proteste costituiscono comunque un momento imprescindibile di un lungo e doloroso cammino verso una stagione di piena libertà ed eguaglianza, che viene dal passato del popolo egiziano e va verso il futuro. In questo essere frammento di un incedere inesorabile, piazza Tahrir è stata vera primavera. Dalle vicende esaminate si staglia chiaramente anche un elemento di novità decisivo per le sorti del Paese. È il “terzo elemento”, quello che si è posto in mezzo, nella contrapposizione tra forze laiche e forze religiose, tra potere militare e potere politico: è la gente, la folla, il Popolo. Esso ha assunto un posto stabile, da sorvegliante, che mantiene anche quando non vince le elezioni. Anche in questo le manifestazioni della piazza sono state vera primavera.

Le manifestazioni di Mīdān al-Tahrīr: è stata vera primavera?

FATTIBENE, ROSANNA
2012

Abstract

L’articolo prende le mosse dalla registrazione dei principali accadimenti politico-istituzionali che hanno connotato la più recente storia dell’Egitto - dallo scoppiare della rivolta di Piazza Tahrir, il venticinque gennaio 2011, fino all’agosto del 2012 -, per dare una risposta all’interrogativo che ne costituisce il titolo. Dall’analisi dei fatti, il momento delle manifestazioni e le loro più immediate ricadute non appaiono tali da fornire alcuna certezza, al popolo egiziano ed all’Occidente, su di un percorso che sia certamente indirizzato verso la democratizzazione e la stabilizzazione del Paese. Quelle proteste costituiscono comunque un momento imprescindibile di un lungo e doloroso cammino verso una stagione di piena libertà ed eguaglianza, che viene dal passato del popolo egiziano e va verso il futuro. In questo essere frammento di un incedere inesorabile, piazza Tahrir è stata vera primavera. Dalle vicende esaminate si staglia chiaramente anche un elemento di novità decisivo per le sorti del Paese. È il “terzo elemento”, quello che si è posto in mezzo, nella contrapposizione tra forze laiche e forze religiose, tra potere militare e potere politico: è la gente, la folla, il Popolo. Esso ha assunto un posto stabile, da sorvegliante, che mantiene anche quando non vince le elezioni. Anche in questo le manifestazioni della piazza sono state vera primavera.
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