Le ricerche speleologiche condotte negli ultimi anni stanno approfondendo le conoscenze su alcuni piccoli ma interessanti acquedotti ipogei diffusi sul territorio campano. Queste opere sebbene caratterizzate da modesti sviluppi, rappresentavano importanti fonti di approvvigionamento idropotabile per piccole comunità rurali. In questa nota si riporta lo studio e il rilievo topografico di una galleria drenante ubicata nel comune di Sant’Egidio del Monte Albino, in provincia di Salerno, situato alle falde del settore settentrionale dei Monti Lattari, non lontano dalle note città romane di Pompei, Nocera e Stabia. L’acquedotto è stato interamente scavato in depositi di conoide costituiti da alternanze di livelli di ghiaie e piroclastiti pedogenizzate per complessivi 478 m di sviluppo. Con riferimento ai soli condotti idraulici, il sistema di gallerie risale nella fascia pedemontana per circa 16 m al fine di drenare le acque di falda che si raccolgono nel materasso della conoide detritico-alluvionale che si sviluppa allo sbocco del Vallone del Lupo. L’opera è composta da un ramo principale e tre rami laterali minori. Le tracce più antiche dell’abitato in cui si trova l’acquedotto, facente parte dell’antica Nuceria (odierna Nocera), sono rappresentate dai resti di una villa rustica del I sec. a.C. - I sec. d.C., successivamente inglobati nella cripta dell’abbazia di Santa Maria Maddalena in Armillis. Alla stessa epoca appartiene anche un blocco marmoreo con raffigurazioni del dio Sarno, in cui è realizzata la “fontana di San Nicola” o “fontana di Helvius” (dal nome del pretore di Nuceria, Publius Helvius, che la fece realizzare). Il dio viene raffigurato sui diversi lati del blocco nelle due versioni iconografiche di giovane e di uomo maturo, riferibili ai vari tratti del fiume Sarno che vanno dalla sorgente alla foce. La fontana in marmo, connessa all’acquedotto, fornisce una datazione indiretta anche sull’epoca di realizzazione del sistema di gallerie.

L’Acquedotto Romano ipogeo e la Fontana di Helvius a Sant’Egidio del Monte Albino (Salerno, Campania)

DE FEO, Giovanni;
2013

Abstract

Le ricerche speleologiche condotte negli ultimi anni stanno approfondendo le conoscenze su alcuni piccoli ma interessanti acquedotti ipogei diffusi sul territorio campano. Queste opere sebbene caratterizzate da modesti sviluppi, rappresentavano importanti fonti di approvvigionamento idropotabile per piccole comunità rurali. In questa nota si riporta lo studio e il rilievo topografico di una galleria drenante ubicata nel comune di Sant’Egidio del Monte Albino, in provincia di Salerno, situato alle falde del settore settentrionale dei Monti Lattari, non lontano dalle note città romane di Pompei, Nocera e Stabia. L’acquedotto è stato interamente scavato in depositi di conoide costituiti da alternanze di livelli di ghiaie e piroclastiti pedogenizzate per complessivi 478 m di sviluppo. Con riferimento ai soli condotti idraulici, il sistema di gallerie risale nella fascia pedemontana per circa 16 m al fine di drenare le acque di falda che si raccolgono nel materasso della conoide detritico-alluvionale che si sviluppa allo sbocco del Vallone del Lupo. L’opera è composta da un ramo principale e tre rami laterali minori. Le tracce più antiche dell’abitato in cui si trova l’acquedotto, facente parte dell’antica Nuceria (odierna Nocera), sono rappresentate dai resti di una villa rustica del I sec. a.C. - I sec. d.C., successivamente inglobati nella cripta dell’abbazia di Santa Maria Maddalena in Armillis. Alla stessa epoca appartiene anche un blocco marmoreo con raffigurazioni del dio Sarno, in cui è realizzata la “fontana di San Nicola” o “fontana di Helvius” (dal nome del pretore di Nuceria, Publius Helvius, che la fece realizzare). Il dio viene raffigurato sui diversi lati del blocco nelle due versioni iconografiche di giovane e di uomo maturo, riferibili ai vari tratti del fiume Sarno che vanno dalla sorgente alla foce. La fontana in marmo, connessa all’acquedotto, fornisce una datazione indiretta anche sull’epoca di realizzazione del sistema di gallerie.
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