Il lavoro trova il proprio fondamento sul presupposto che il territorio non sia più considerabile come una mera estensione geo-fisica, bensì vada inteso come una rappresentazione olistica, che vede la propria espressione, oltre che da un punto di vista spaziale/fisico/geografico, anche secondo una visione concettuale e simbolica (Miller, 1978; Thom, 1985), per la quale esso può generare valore grazie alla capacità di soddisfare le esigenze di tutti i portatori d’interessi. A prescindere da quale sia la prospettiva adottata, nell’analisi delle strategie di sviluppo di un’area, è indubbio che la suddetta capacità sia funzione della dotazione di risorse del territorio e della possibilità di valorizzare un continuo scambio di contributi con i diversi stakeholder (Cova e Dalli, 2009). Secondo questo approccio, la valorizzazione delle risorse del territorio, non può avvenire più soltanto attraverso una mera creazione di contesti spaziali e temporali in cui le stesse vengono comunicate al fine di un adeguato posizionamento in un’ottica concorrenziale. Bensì lo sviluppo del territorio rappresenta il risultato di un mutuo adattamento, tra le risorse attive o attivabili nell’area e i benefici ricercati dagli stakeholder, che consentirebbe il rispetto del principio di sostenibilità. Tale base metodologica rappresenta il filo conduttore del presente lavoro, teso a dimostrare, nell’ambito degli studi delle dinamiche economico-sociali relative allo sviluppo del territorio, il superamento di logiche sequenziali che prevedono una netta distinzione tra variabili influenti e variabili dipendenti.

Influenzati ed influenzatori. Le relazioni di dipendenza reciproca tra territori, prodotti tipici ed eventi

BASILE, GIANPAOLO;DIANA, Paolo;BONETTI, ENRICO
2013

Abstract

Il lavoro trova il proprio fondamento sul presupposto che il territorio non sia più considerabile come una mera estensione geo-fisica, bensì vada inteso come una rappresentazione olistica, che vede la propria espressione, oltre che da un punto di vista spaziale/fisico/geografico, anche secondo una visione concettuale e simbolica (Miller, 1978; Thom, 1985), per la quale esso può generare valore grazie alla capacità di soddisfare le esigenze di tutti i portatori d’interessi. A prescindere da quale sia la prospettiva adottata, nell’analisi delle strategie di sviluppo di un’area, è indubbio che la suddetta capacità sia funzione della dotazione di risorse del territorio e della possibilità di valorizzare un continuo scambio di contributi con i diversi stakeholder (Cova e Dalli, 2009). Secondo questo approccio, la valorizzazione delle risorse del territorio, non può avvenire più soltanto attraverso una mera creazione di contesti spaziali e temporali in cui le stesse vengono comunicate al fine di un adeguato posizionamento in un’ottica concorrenziale. Bensì lo sviluppo del territorio rappresenta il risultato di un mutuo adattamento, tra le risorse attive o attivabili nell’area e i benefici ricercati dagli stakeholder, che consentirebbe il rispetto del principio di sostenibilità. Tale base metodologica rappresenta il filo conduttore del presente lavoro, teso a dimostrare, nell’ambito degli studi delle dinamiche economico-sociali relative allo sviluppo del territorio, il superamento di logiche sequenziali che prevedono una netta distinzione tra variabili influenti e variabili dipendenti.
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