Per Salvatore Satta il riferimento all’impresa ha una grande importanza per capire la ragione e la struttura del fallimento. Questa riflessione conduce l’Autore a due rilevanti conseguenze: la prima è che il momento negativo dell’impresa (la sua crisi) non è, né può essere, un semplice fatto di inadempimento (individuale), ma è uno stato che la legge chiama insolvenza; la seconda è che, a differenza di quel che avviene nell’esecuzione singolare, il credito, come ogni bene, come ogni rapporto, è considerato un elemento dell’impresa, e questo si rileva proprio nel momento dell’insolvenza e del fallimento. Per quanto riguarda il tema specifico trattato nel presente scritto Satta afferma che il carattere concorsuale della procedura fallimentare implica che i crediti siano considerati come elementi dell’impresa dichiarata insolvente: sono crediti originariamente ed essenzialmente “concorsuali”, il che significa che il loro accertamento avviene all’interno dell’impresa, come uno dei momenti (e forse il momento più rilevante) di essa. Nel caso dell’accertamento del passivo c’è un elemento che impedisce di ridurre tale accertamento al modello della giurisdizione. Esso è l’inserzione nel procedimento concorsuale. È nell’orbita di questo che l’accertamento del passivo deve essere visto, cioè nell’orbita dell’impresa nella quale tutti i crediti sono stati inseriti. Anche la giurisdizione è inserita nell’impresa, si esercita all’interno di essa, e assolve ai fini della generale liquidazione.

Rileggendo Salvatore Satta: l'impresa nell'accertamento del passivo

FAUCEGLIA, Giuseppe
2015

Abstract

Per Salvatore Satta il riferimento all’impresa ha una grande importanza per capire la ragione e la struttura del fallimento. Questa riflessione conduce l’Autore a due rilevanti conseguenze: la prima è che il momento negativo dell’impresa (la sua crisi) non è, né può essere, un semplice fatto di inadempimento (individuale), ma è uno stato che la legge chiama insolvenza; la seconda è che, a differenza di quel che avviene nell’esecuzione singolare, il credito, come ogni bene, come ogni rapporto, è considerato un elemento dell’impresa, e questo si rileva proprio nel momento dell’insolvenza e del fallimento. Per quanto riguarda il tema specifico trattato nel presente scritto Satta afferma che il carattere concorsuale della procedura fallimentare implica che i crediti siano considerati come elementi dell’impresa dichiarata insolvente: sono crediti originariamente ed essenzialmente “concorsuali”, il che significa che il loro accertamento avviene all’interno dell’impresa, come uno dei momenti (e forse il momento più rilevante) di essa. Nel caso dell’accertamento del passivo c’è un elemento che impedisce di ridurre tale accertamento al modello della giurisdizione. Esso è l’inserzione nel procedimento concorsuale. È nell’orbita di questo che l’accertamento del passivo deve essere visto, cioè nell’orbita dell’impresa nella quale tutti i crediti sono stati inseriti. Anche la giurisdizione è inserita nell’impresa, si esercita all’interno di essa, e assolve ai fini della generale liquidazione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11386/4642836
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