I rapporti tra i pittori napoletani e i committenti croati vengono analizzati a partire dagli inizi del Seicento, riconsiderando la figura di Nicolò Radulovich, che entrò in contatto sia con Girolamo Imparato che con Caravaggio. I successivi arrivi di opere di Antonio De Bellis costituirono l’anello di congiunzione agli esempi dello Stanzione, del Ribera e del Guarini. A tale fase di aggiornamento sulle novità introdotte nell’ambito della pittura napoletana della metà del Seicento seguirono le due grandi tele di Andrea Vaccaro per Dubrovnik. Le preferenze manifestate nei confronti dell’orientamento classicistico trovarono prosecuzione nelle scelte operate dall’ordine domenicano a favore di Francesco De Maria, mentre la fortuna iconografica del tema degli Evangelisti, sviluppato dal Preti, si individua nei due cicli del Carmine e di San Biagio a Dubrovnik. Il panorama pittorico del Settecento napoletano consente di registrare inoltre le presenze del Solimena e dei suoi allievi (Santolo Cirillo, Gaetano Garsia), di Giacinto Diano e G.B. De Mari (allievo del De Mura), oltre che di paesaggisti quali Michele Pagano.

Sulle tracce della pittura napoletana in Croazia tra Sei e Settecento

PAVONE, Mario Alberto
2015

Abstract

I rapporti tra i pittori napoletani e i committenti croati vengono analizzati a partire dagli inizi del Seicento, riconsiderando la figura di Nicolò Radulovich, che entrò in contatto sia con Girolamo Imparato che con Caravaggio. I successivi arrivi di opere di Antonio De Bellis costituirono l’anello di congiunzione agli esempi dello Stanzione, del Ribera e del Guarini. A tale fase di aggiornamento sulle novità introdotte nell’ambito della pittura napoletana della metà del Seicento seguirono le due grandi tele di Andrea Vaccaro per Dubrovnik. Le preferenze manifestate nei confronti dell’orientamento classicistico trovarono prosecuzione nelle scelte operate dall’ordine domenicano a favore di Francesco De Maria, mentre la fortuna iconografica del tema degli Evangelisti, sviluppato dal Preti, si individua nei due cicli del Carmine e di San Biagio a Dubrovnik. Il panorama pittorico del Settecento napoletano consente di registrare inoltre le presenze del Solimena e dei suoi allievi (Santolo Cirillo, Gaetano Garsia), di Giacinto Diano e G.B. De Mari (allievo del De Mura), oltre che di paesaggisti quali Michele Pagano.
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