Esiste una specificità della filosofia politica italiana? Qualcosa cioè che la renda diversa da altre tradizioni magari più consolidate e più prestigiose? Ha senso peraltro una tale domanda, oggi, quando linguaggi e culture 'nazionali' sono attraversate e addirittura travolte dai processi di integrazione planetaria? Questa domanda esige una risposta che vada al di là della semplice esposizione di quanto praticano coloro che in Italia si professano filosofi politici. Il paradigma biopolitico sembra, più del tradizionale lessico politico-giuridico moderno, capace di 'afferrare' fenomeni decisivi del mondo contemporaneo, ma fa luce anche sulle tecniche governamentali neoliberali che, al di là dei diritti, organizzano le vite come capitale umano da investire, incrementare e valorizzare nella competizione del mercato. Cogliere la dimensione epocale della biopolitica comporta riposizionare la prospettiva di analisi nella immanenza della vita concreta, effettuale, nella ricchezza crudele delle sue contraddizioni: vita governata e organizzata fin nei suoi spazi più reconditi e pure capace di inaudita resistenza, che le costruzioni metafisiche tradiscono.

La filosofia politica italiana: la biopolitica e il fuori

BAZZICALUPO, Laura
2015

Abstract

Esiste una specificità della filosofia politica italiana? Qualcosa cioè che la renda diversa da altre tradizioni magari più consolidate e più prestigiose? Ha senso peraltro una tale domanda, oggi, quando linguaggi e culture 'nazionali' sono attraversate e addirittura travolte dai processi di integrazione planetaria? Questa domanda esige una risposta che vada al di là della semplice esposizione di quanto praticano coloro che in Italia si professano filosofi politici. Il paradigma biopolitico sembra, più del tradizionale lessico politico-giuridico moderno, capace di 'afferrare' fenomeni decisivi del mondo contemporaneo, ma fa luce anche sulle tecniche governamentali neoliberali che, al di là dei diritti, organizzano le vite come capitale umano da investire, incrementare e valorizzare nella competizione del mercato. Cogliere la dimensione epocale della biopolitica comporta riposizionare la prospettiva di analisi nella immanenza della vita concreta, effettuale, nella ricchezza crudele delle sue contraddizioni: vita governata e organizzata fin nei suoi spazi più reconditi e pure capace di inaudita resistenza, che le costruzioni metafisiche tradiscono.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11386/4655109
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