Care, cura, responsabilità, attenzione, simpatia sono concetti e disposizioni che la filosofia, e in particolare la filosofia morale, avrebbe relegato alla sfera dei rapporti affettivi nel migliore dei casi o nel peggiore semplicemente ignorato. Questa accusa è il punto di partenza delle etiche del care o della cura che negli ultimi anni vanno prendendo un posto sempre più importante nel panorama delle teorie morali contemporanee. La loro proposta si fonda sull’idea che il riconoscimento delle cure ricevute sia indebitamente sminuito, quando non completamente ignorato, nonostante queste siano assolutamente centrali per la mera sopravvivenza delle persone: come potrebbero rimanere in vita un neonato, una persona anziana, un malato se non ci fossero delle persone che si occupano di loro, che ne soddisfano i bisogni elementari, che li sostengono e li sorreggono in situazioni di grande vulnerabilità e dipendenza? Questa svalutazione non sarebbe però involontaria né innocente, quanto piuttosto il risultato di una precisa volontà tesa a mantenere in posizioni di sudditanza coloro i quali, per la maggioranza donne, svolgono queste mansioni. Con un gesto le cui valenze sono morali e politiche, le etiche del care si propongono di ribaltare questa situazione mettendo al centro delle loro proposte teoriche tutti quei concetti e quelle pratiche che strutturano la cura e la responsabilità nei confronti degli altri. Date le notevoli ambizioni teoriche e pratiche di queste etiche, sembra legittimo interrogare e analizzare in dettaglio i principali argomenti addotti a loro supporto. Si tratta veramente di teorie etiche innovative? Hanno la solidità e la capacità per mostrare tutta l’importanza del prezioso lavoro di cura svolto da persone che sono relegate ai margini della vita politica, sociale ed economica? Sono capaci di mantenere la promessa, particolarmente ambiziosa, di costituire un ambito strutturato su concetti alternativi a quelli dell’etica tradizionale e quindi di relegare quest’ultima allo stato di reperto archeologico? Una morale e una politica articolate sul care sono veramente in grado di produrre quella rivoluzione culturale e sociale promessa con tanta convinzione dai suoi teorici? Il volume si propone di rispondere a queste domande discutendo i presupposti metaetici delle etiche del care, in particolare la psicologia e l’epistemologia morale, l’antropologia in tal modo veicolata e soprattutto la proposta normativa, in un serrato confronto con le etiche della giustizia, elette al ruolo di avversario principale.

Faut-il se soucier du care?

ADORNO, Francesco Paolo
2015

Abstract

Care, cura, responsabilità, attenzione, simpatia sono concetti e disposizioni che la filosofia, e in particolare la filosofia morale, avrebbe relegato alla sfera dei rapporti affettivi nel migliore dei casi o nel peggiore semplicemente ignorato. Questa accusa è il punto di partenza delle etiche del care o della cura che negli ultimi anni vanno prendendo un posto sempre più importante nel panorama delle teorie morali contemporanee. La loro proposta si fonda sull’idea che il riconoscimento delle cure ricevute sia indebitamente sminuito, quando non completamente ignorato, nonostante queste siano assolutamente centrali per la mera sopravvivenza delle persone: come potrebbero rimanere in vita un neonato, una persona anziana, un malato se non ci fossero delle persone che si occupano di loro, che ne soddisfano i bisogni elementari, che li sostengono e li sorreggono in situazioni di grande vulnerabilità e dipendenza? Questa svalutazione non sarebbe però involontaria né innocente, quanto piuttosto il risultato di una precisa volontà tesa a mantenere in posizioni di sudditanza coloro i quali, per la maggioranza donne, svolgono queste mansioni. Con un gesto le cui valenze sono morali e politiche, le etiche del care si propongono di ribaltare questa situazione mettendo al centro delle loro proposte teoriche tutti quei concetti e quelle pratiche che strutturano la cura e la responsabilità nei confronti degli altri. Date le notevoli ambizioni teoriche e pratiche di queste etiche, sembra legittimo interrogare e analizzare in dettaglio i principali argomenti addotti a loro supporto. Si tratta veramente di teorie etiche innovative? Hanno la solidità e la capacità per mostrare tutta l’importanza del prezioso lavoro di cura svolto da persone che sono relegate ai margini della vita politica, sociale ed economica? Sono capaci di mantenere la promessa, particolarmente ambiziosa, di costituire un ambito strutturato su concetti alternativi a quelli dell’etica tradizionale e quindi di relegare quest’ultima allo stato di reperto archeologico? Una morale e una politica articolate sul care sono veramente in grado di produrre quella rivoluzione culturale e sociale promessa con tanta convinzione dai suoi teorici? Il volume si propone di rispondere a queste domande discutendo i presupposti metaetici delle etiche del care, in particolare la psicologia e l’epistemologia morale, l’antropologia in tal modo veicolata e soprattutto la proposta normativa, in un serrato confronto con le etiche della giustizia, elette al ruolo di avversario principale.
9782823604832
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