The financial “bubble” with its destructive and lasting economic and social consequences, the bloody geopolitics of oil of the last decades, one sixth of the humankind under the threshold of surviving, the plunder of the resources of the Earth, the general environment crisis, dramatic for the climate change, exemplify in a too much persuasive way that capitalist democracies - as well as totalitarian States which have chosen the free market economy - are not able to face the two crises of our title. The present global situation recalls us the two walls in which the Red Sea had split: on one wall stays the economic crisis, that is tout court the capitalist crisis, on the other wall there is the predicament of environment. Then, it is reasonable to wonder if the walls will tumble down with severe damages to all the characters, unless a “modest proposal”, of the kind that we will try to formulate in this paper, be intensively pursued.

La “bolla finanziaria” esplosa alcuni anni fa con conseguenze devastanti sul piano economico e sociale, la sanguinosa geopolitica del petrolio degli ultimi decenni, un sesto dell’umanità sotto la soglia di sopravvivenza, l’esaurimento delle risorse del Pianeta, la crisi ecologica generalizzata, drammatica per quanto riguarda il cambiamento climatico, esemplificano in modo più che convincente che tanto le democrazie capitaliste, che gli stati totalitari che hanno scelto l’economia del libero mercato, non sono in grado di fronteggiare queste crisi. L’attuale situazione globale ci ricorda i due muri in cui venne diviso il Mar Rosso: un muro è la crisi economica, che è tout court crisi del capitalismo, l’altro sono le minacce all’ambiente naturale. Quindi è ragionevole chiedersi se i due muri crolleranno, con conseguenze devastanti per tutti, a meno che si decida di perseguire una “modesta proposta”, come quella che formuliamo in questo saggio, in cui poniamo particolare attenzione ai cosiddetti “cicli” economici e a un modello di stato stazionario, sia ecologico che economico.

The chariots of Pharaoh at the red sea: the crises of capitalism and environment. A modest proposal towards sustainability

SAVIANO, MariaLuisa
2016

Abstract

La “bolla finanziaria” esplosa alcuni anni fa con conseguenze devastanti sul piano economico e sociale, la sanguinosa geopolitica del petrolio degli ultimi decenni, un sesto dell’umanità sotto la soglia di sopravvivenza, l’esaurimento delle risorse del Pianeta, la crisi ecologica generalizzata, drammatica per quanto riguarda il cambiamento climatico, esemplificano in modo più che convincente che tanto le democrazie capitaliste, che gli stati totalitari che hanno scelto l’economia del libero mercato, non sono in grado di fronteggiare queste crisi. L’attuale situazione globale ci ricorda i due muri in cui venne diviso il Mar Rosso: un muro è la crisi economica, che è tout court crisi del capitalismo, l’altro sono le minacce all’ambiente naturale. Quindi è ragionevole chiedersi se i due muri crolleranno, con conseguenze devastanti per tutti, a meno che si decida di perseguire una “modesta proposta”, come quella che formuliamo in questo saggio, in cui poniamo particolare attenzione ai cosiddetti “cicli” economici e a un modello di stato stazionario, sia ecologico che economico.
The financial “bubble” with its destructive and lasting economic and social consequences, the bloody geopolitics of oil of the last decades, one sixth of the humankind under the threshold of surviving, the plunder of the resources of the Earth, the general environment crisis, dramatic for the climate change, exemplify in a too much persuasive way that capitalist democracies - as well as totalitarian States which have chosen the free market economy - are not able to face the two crises of our title. The present global situation recalls us the two walls in which the Red Sea had split: on one wall stays the economic crisis, that is tout court the capitalist crisis, on the other wall there is the predicament of environment. Then, it is reasonable to wonder if the walls will tumble down with severe damages to all the characters, unless a “modest proposal”, of the kind that we will try to formulate in this paper, be intensively pursued.
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