Il simbolismo del diritto penale simbolico trova una sua prima manifestazione nella mancata trasformazione in illecito amministrativo del reato di immigrazione clandestina. Una politica criminale delle “non scelte” si affaccia nel panorama delle possibili opzioni legislative ed alimenta una politica criminale simbolica che finisce per mettere in crisi la stessa tenuta democratica del sistema ben oltre l’ineffettività del controllo penale. In un tale quadro generale si assiste ad una complessiva caduta di razionalità in cui la stessa incriminazione nasce da percezioni soggettive di insicurezza per una sanzione penale che, lontana dall’integrazione sociale, si muove anche all’interno di un sistema caratterizzato da soggetti istituzionali che non rispondono in modo adeguato alla disciplina giuridico-penale apprestata e da apprestare. Si tratta di una tendenza necessariamente da invertire con politiche della sicurezza non “emergenziali” che, nel controllo dei flussi migratori, riducano il rischio-reato attraverso politiche razionali di inclusione poste a garanzia dell’esercizio di diritti fondamentali universalmente riconosciuti.

Controllo dei flussi migratori e sistema penale: la politica criminale delle “non scelte” alla prova della tenuta democratica del sistema

SESSA, Antonino
2017

Abstract

Il simbolismo del diritto penale simbolico trova una sua prima manifestazione nella mancata trasformazione in illecito amministrativo del reato di immigrazione clandestina. Una politica criminale delle “non scelte” si affaccia nel panorama delle possibili opzioni legislative ed alimenta una politica criminale simbolica che finisce per mettere in crisi la stessa tenuta democratica del sistema ben oltre l’ineffettività del controllo penale. In un tale quadro generale si assiste ad una complessiva caduta di razionalità in cui la stessa incriminazione nasce da percezioni soggettive di insicurezza per una sanzione penale che, lontana dall’integrazione sociale, si muove anche all’interno di un sistema caratterizzato da soggetti istituzionali che non rispondono in modo adeguato alla disciplina giuridico-penale apprestata e da apprestare. Si tratta di una tendenza necessariamente da invertire con politiche della sicurezza non “emergenziali” che, nel controllo dei flussi migratori, riducano il rischio-reato attraverso politiche razionali di inclusione poste a garanzia dell’esercizio di diritti fondamentali universalmente riconosciuti.
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