In Italy today, as in most European countries, young college graduates start their careers facing very fragmented professional paths, often characterised by short contracts and many transitions. Do these conditions lay the foundation for work serving as an educative experience? This article, using Dewey’s theory of experience as articulated in his work Experience and Education (1938), attempts to assess the educative value of work experience for Italian graduates while providing some reflections for counsellors and educators. How can career counselling contribute to guiding young and highly skilled workers towards educative, rather than mis-educative, work experiences? In a time when the importance of gaining work experience is highly emphasized, attention should be given to the quality of such experience in terms of its effects on the individual and his/her intellectual and moral growth.

Oggi in Italia, così come nella maggior parte dei Paesi europei, i percorsi professionali dei giovani laureati appaiono frammentati, caratterizzati da contratti brevi e numerose transizioni. In questo difficile contesto, il lavoro può rivelarsi un’esperienza genuinamente educativa? L’articolo, a partire dalla teoria dell’esperienza di John Dewey (Esperienza e Educazione, 1938), intende discutere il valore educativo dell’esperienza di lavoro per i giovani laureati italiani, fornendo spunti di riflessione per orientatori professionali ed educatori. Come può un orientatore dare un contributo nel guidare i giovani con elevati livelli di istruzione verso esperienze educative? Proprio in un periodo in cui viene fortemente enfatizzata l’importanza di ‘fare esperienza’, l’attenzione dovrebbe essere rivolta alla qualità dell’esperienza stessa e ai suoi potenziali effetti sulla crescita intellettuale e morale della persona.

Work: an educative experience? A qualitative analysis of Italian graduates' fragmented career paths [Il lavoro come esperienza educativa. Un’analisi qualitativa dei percorsi professionali dei laureati italiani]

Silvia Zanazzi
2016

Abstract

Oggi in Italia, così come nella maggior parte dei Paesi europei, i percorsi professionali dei giovani laureati appaiono frammentati, caratterizzati da contratti brevi e numerose transizioni. In questo difficile contesto, il lavoro può rivelarsi un’esperienza genuinamente educativa? L’articolo, a partire dalla teoria dell’esperienza di John Dewey (Esperienza e Educazione, 1938), intende discutere il valore educativo dell’esperienza di lavoro per i giovani laureati italiani, fornendo spunti di riflessione per orientatori professionali ed educatori. Come può un orientatore dare un contributo nel guidare i giovani con elevati livelli di istruzione verso esperienze educative? Proprio in un periodo in cui viene fortemente enfatizzata l’importanza di ‘fare esperienza’, l’attenzione dovrebbe essere rivolta alla qualità dell’esperienza stessa e ai suoi potenziali effetti sulla crescita intellettuale e morale della persona.
In Italy today, as in most European countries, young college graduates start their careers facing very fragmented professional paths, often characterised by short contracts and many transitions. Do these conditions lay the foundation for work serving as an educative experience? This article, using Dewey’s theory of experience as articulated in his work Experience and Education (1938), attempts to assess the educative value of work experience for Italian graduates while providing some reflections for counsellors and educators. How can career counselling contribute to guiding young and highly skilled workers towards educative, rather than mis-educative, work experiences? In a time when the importance of gaining work experience is highly emphasized, attention should be given to the quality of such experience in terms of its effects on the individual and his/her intellectual and moral growth.
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