The current unprecedented influx of migrants and asylum seekers fleeing from war-torn countries into the EU has created an intense debate on the obligation and opportunity to accept and integrate them in our societies. Between humanitarian concerns and political convenience, and beyond the rhetoric of the media, it is possible to argue in favour of acceptance and integration based on a sound process of data analysis and assessment. This article aims to present and discuss evidence from research that suggests we should support acceptance and integration of refugees in the EU, as a whole, and in Italy specifically. After describing the main recent events concerning the EU migration crisis, a number of key issues are investigated: the real dimensions of the influx, the security threat, the obligations deriving from international law, the cost-benefit ratio and, finally, the educational importance of cultural diversity.

L'attuale e inedito arrivo nell'UE di migranti e richiedenti asilo in fuga da paesi devastati dalla guerra ha creato un intenso dibattito sull'obbligo e l'opportunità di accettarli e integrarli nelle nostre società. Tra preoccupazioni umanitarie e convenienza politica, e al di là della retorica dei media, è possibile argomentare a favore dell'accettazione e dell'integrazione sulla base di un solido processo di analisi e valutazione dei dati. Questo articolo si propone di presentare e discutere le evidenze provenienti da ricerche che suggeriscono che dovremmo sostenere l'accettazione e l'integrazione dei rifugiati nell'Unione europea, nel suo complesso, e in Italia in particolare. Dopo aver descritto i principali eventi recenti riguardanti la crisi migratoria dell'UE, vengono esaminate una serie di questioni chiave: le dimensioni reali dei flussi, la minaccia alla sicurezza, gli obblighi derivanti dal diritto internazionale, il rapporto costi-benefici e, infine, l'importanza educativa della diversità culturale

Why "should we"? A well-grounded argument for refugee acceptance and integration

Zanazzi Silvia
2018

Abstract

L'attuale e inedito arrivo nell'UE di migranti e richiedenti asilo in fuga da paesi devastati dalla guerra ha creato un intenso dibattito sull'obbligo e l'opportunità di accettarli e integrarli nelle nostre società. Tra preoccupazioni umanitarie e convenienza politica, e al di là della retorica dei media, è possibile argomentare a favore dell'accettazione e dell'integrazione sulla base di un solido processo di analisi e valutazione dei dati. Questo articolo si propone di presentare e discutere le evidenze provenienti da ricerche che suggeriscono che dovremmo sostenere l'accettazione e l'integrazione dei rifugiati nell'Unione europea, nel suo complesso, e in Italia in particolare. Dopo aver descritto i principali eventi recenti riguardanti la crisi migratoria dell'UE, vengono esaminate una serie di questioni chiave: le dimensioni reali dei flussi, la minaccia alla sicurezza, gli obblighi derivanti dal diritto internazionale, il rapporto costi-benefici e, infine, l'importanza educativa della diversità culturale
The current unprecedented influx of migrants and asylum seekers fleeing from war-torn countries into the EU has created an intense debate on the obligation and opportunity to accept and integrate them in our societies. Between humanitarian concerns and political convenience, and beyond the rhetoric of the media, it is possible to argue in favour of acceptance and integration based on a sound process of data analysis and assessment. This article aims to present and discuss evidence from research that suggests we should support acceptance and integration of refugees in the EU, as a whole, and in Italy specifically. After describing the main recent events concerning the EU migration crisis, a number of key issues are investigated: the real dimensions of the influx, the security threat, the obligations deriving from international law, the cost-benefit ratio and, finally, the educational importance of cultural diversity.
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