INTRODUZIONE L’ultimo Rapporto MIUR (2018) evidenzia che la percentuale degli alunni con diagnosi di DSA si attesta intorno al 2,9%. Il presente contributo si pone due obiettivi: 1) individuare bambini con difficoltà nella lettura e nella comprensione; 2) fornire alle insegnanti nozioni specialistiche (post-valutazione), per garantire agli alunni in difficoltà azioni didattiche mirate e personalizzate e verificare l’esito sulle prestazioni. METODO Il progetto ha coinvolto 40 bambini delle classi 2^ di una Scuola Primaria della provincia di Salerno (18 M e 22 F). Esso si è svolto in tre fasi operative. Nella fase di “pre-test” (fase I) sono stati somministrati i brani delle prove MT-3-Clinica (Cornoldi, Caretti, 2016) (prova “entrata”). Nella fase successiva (fase II) è stato condotto l’intervento volto ad implementare le abilità esaminate. Esso è consistito nel fornire alle insegnanti indicazioni e strumenti precisi per programmare interventi di potenziamento degli apprendimenti. In particolare, al fine di migliorare la performance rispetto ai parametri “rapidità” e “correttezza”, sono state suggerite le indicazioni del training del programma “Dislessia e trattamento sublessicale” di Poli et al., (2007). Per quanto riguarda l’incremento della performance in “comprensione”, è stato proposto il training descritto nella “Nuova Guida alla comprensione del testo-Vol. 1” (Carretti et al., 2003). Nell’ultima fase di “post-test” (fase III) sono state somministrate le prove versione “in uscita”. In questa fase è stato possibile osservare le risposte e i miglioramenti degli alunni e sono stati fatti gli invii per gli approfondimenti psicodiagnostici e/o la certificazione di DSA. RISULTATI Non sono emerse differenze di genere significative. Rispetto al parametro “rapidità”, sia in fase I che in fase III, la maggior parte degli alunni vengono collocati nella fascia “Prestazione Sufficiente” che corrisponde al 15° percentile ed indica una performance adeguata; tuttavia si è osservato un implemento del “Criterio Completamente Raggiunto” (> 70°p) dal 44% (pre) al 48% (post). Ciò indica un miglioramento della velocità di lettura dovuto all’intervento di potenziamento, in pratica un transito alla fascia superiore. Anche rispetto al parametro “correttezza” si osservano miglioramenti nella performance (CCR pre 26% vs post 36%; PS pre 56% vs post 51%; RA 16% pre vs 12% post; RII 2% pre vs 1% post); nonché rispetto alla “comprensione” (CCR pre 14% vs post 31%; PS pre 63% vs post 59%; RA 22% pre vs 9% post; RII 1% pre vs 1% post). CONCLUSIONI Rispetto al primo obiettivo - cioè quello di individuare bambini con difficoltà nella lettura e nella comprensione - i dati sono in linea con quelli nazionali: punteggi tra il 5° p. (RII) e il 10°p. (RA), indicative di performance deficitarie. Relativamente al secondo obiettivo, ovvero quello di fornire alle insegnanti nozioni specialistiche per garantire agli alunni in difficoltà azioni didattiche mirate e personalizzate, il post-test ha evidenziato un miglioramento della performance in tutti i parametri, a sostegno dell’adeguatezza e della specificità degli interventi proposti

LA VALUTAZIONE DELLE ABILITÀ DI LETTURA E COMPRENSIONE DI UN TESTO CON LE NUOVE “PROVE MT-3-CLINICA” NEL BIENNIO DELLA SCUOLA PRIMARIA: UN PROGETTO DI SCREENING E INTERVENTO

D'Elia D.;Pecoraro N.;Fasano O;Savarese G.
2019-01-01

Abstract

INTRODUZIONE L’ultimo Rapporto MIUR (2018) evidenzia che la percentuale degli alunni con diagnosi di DSA si attesta intorno al 2,9%. Il presente contributo si pone due obiettivi: 1) individuare bambini con difficoltà nella lettura e nella comprensione; 2) fornire alle insegnanti nozioni specialistiche (post-valutazione), per garantire agli alunni in difficoltà azioni didattiche mirate e personalizzate e verificare l’esito sulle prestazioni. METODO Il progetto ha coinvolto 40 bambini delle classi 2^ di una Scuola Primaria della provincia di Salerno (18 M e 22 F). Esso si è svolto in tre fasi operative. Nella fase di “pre-test” (fase I) sono stati somministrati i brani delle prove MT-3-Clinica (Cornoldi, Caretti, 2016) (prova “entrata”). Nella fase successiva (fase II) è stato condotto l’intervento volto ad implementare le abilità esaminate. Esso è consistito nel fornire alle insegnanti indicazioni e strumenti precisi per programmare interventi di potenziamento degli apprendimenti. In particolare, al fine di migliorare la performance rispetto ai parametri “rapidità” e “correttezza”, sono state suggerite le indicazioni del training del programma “Dislessia e trattamento sublessicale” di Poli et al., (2007). Per quanto riguarda l’incremento della performance in “comprensione”, è stato proposto il training descritto nella “Nuova Guida alla comprensione del testo-Vol. 1” (Carretti et al., 2003). Nell’ultima fase di “post-test” (fase III) sono state somministrate le prove versione “in uscita”. In questa fase è stato possibile osservare le risposte e i miglioramenti degli alunni e sono stati fatti gli invii per gli approfondimenti psicodiagnostici e/o la certificazione di DSA. RISULTATI Non sono emerse differenze di genere significative. Rispetto al parametro “rapidità”, sia in fase I che in fase III, la maggior parte degli alunni vengono collocati nella fascia “Prestazione Sufficiente” che corrisponde al 15° percentile ed indica una performance adeguata; tuttavia si è osservato un implemento del “Criterio Completamente Raggiunto” (> 70°p) dal 44% (pre) al 48% (post). Ciò indica un miglioramento della velocità di lettura dovuto all’intervento di potenziamento, in pratica un transito alla fascia superiore. Anche rispetto al parametro “correttezza” si osservano miglioramenti nella performance (CCR pre 26% vs post 36%; PS pre 56% vs post 51%; RA 16% pre vs 12% post; RII 2% pre vs 1% post); nonché rispetto alla “comprensione” (CCR pre 14% vs post 31%; PS pre 63% vs post 59%; RA 22% pre vs 9% post; RII 1% pre vs 1% post). CONCLUSIONI Rispetto al primo obiettivo - cioè quello di individuare bambini con difficoltà nella lettura e nella comprensione - i dati sono in linea con quelli nazionali: punteggi tra il 5° p. (RII) e il 10°p. (RA), indicative di performance deficitarie. Relativamente al secondo obiettivo, ovvero quello di fornire alle insegnanti nozioni specialistiche per garantire agli alunni in difficoltà azioni didattiche mirate e personalizzate, il post-test ha evidenziato un miglioramento della performance in tutti i parametri, a sostegno dell’adeguatezza e della specificità degli interventi proposti
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