Two recent events drew to public attention the question of the double mandate term limits: by decision n. 173 of 10 July 2019, the Constitutional Court judged on the compliance with the Constitution of the prohibition for the members of the councils of forensic district orders, who had already carried out two mandates, to run for office again; almost at the same time, a debate was held within the Cinque Stelle about the overcoming prohibition for the Movement elected members to run for even after their second mandate. This study notes that the limit of the second mandate, in all its various applications, finds a minimum common denominator, as for the constitutional basis of the legislative choice, in the need to ensure equality in the chances to hold public offices (art. 51 of the Constitution.); while only sometimes it is functional to ensure "free" vote (article 48, paragraph 2, of the Constitution) i.e. the same requirements underlying the recent anti-corruption policies (first and foremost the protection of impartiality and the good performance of the public administration according to article 97, paragraph 2 of the Constitution). As for the case of the Cinque Stelle, which evidently materializes in a self-limitation entirely internal to the movement, the institution has, instead, an essentially ideological matrix, which has its roots in the Jacobin concepts in late '700. The issue of the mandates limit, however, is illuminated by a different light after the latest constitutional reform, reducing the number of Members: if on the one hand, it could in fact justify the introduction of the limit in the Constitution, on the other it requires without exception parties, whose internal democratic structure is guaranteed by the general system.

Due recenti episodi hanno riportato all’attenzione dell’opinione pubblica il tema del limite del doppio mandato: con la decisione n. 173 del 10 luglio 2019, la Corte costituzionale ha giudicato circa la conformità a Costituzione del divieto per i componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi, che avessero già svolto due mandati, di candidarsi nuovamente alla carica; all’incirca contestualmente, si è svolto un dibattito all’interno dei Cinque Stelle circa il superamento del divieto per gli eletti del Movimento di candidarsi anche dopo lo svolgimento del secondo mandato. Il presente studio constata come il limite del secondo mandato, in ogni sua pur varia applicazione, rinvenga un minimo comune denominatore, quanto al fondamento costituzionale della scelta legislativa, nella necessità di assicurare l’uguaglianza nelle chance di ricoprire incarichi pubblici (art. 51Cost.); mentre solo talora è funzionale ad assicurare la “libertà” del voto (art. 48, comma 2, Cost.) ovvero le stesse esigenze poste alla base delle recenti politiche anticorruzione (in primis la tutela dell’imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione ex art. 97, comma 2, Cost.). Quanto al caso dei Cinque Stelle, che evidentemente si concreta in un auto-limite tutto interno al movimento, l’istituto ha, invece, una matrice essenzialmente ideologica, che affonda le sue radici nelle concezioni giacobine di fine ‘700. Il discorso del limite dei mandati, tuttavia, è illuminato da una luce diversa dopo la recente riforma costituzionale, che riduce il numero dei parlamentari: se da una parte, infatti, essa potrebbe giustificare l’introduzione del limite in Costituzione, dall’altra richiede improrogabilmente partiti, la cui struttura interna democratica sia garantita dall’ordinamento generale.

Il limite del doppio mandato e la democrazia dei cittadini

Marco Galdi
2019

Abstract

Due recenti episodi hanno riportato all’attenzione dell’opinione pubblica il tema del limite del doppio mandato: con la decisione n. 173 del 10 luglio 2019, la Corte costituzionale ha giudicato circa la conformità a Costituzione del divieto per i componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi, che avessero già svolto due mandati, di candidarsi nuovamente alla carica; all’incirca contestualmente, si è svolto un dibattito all’interno dei Cinque Stelle circa il superamento del divieto per gli eletti del Movimento di candidarsi anche dopo lo svolgimento del secondo mandato. Il presente studio constata come il limite del secondo mandato, in ogni sua pur varia applicazione, rinvenga un minimo comune denominatore, quanto al fondamento costituzionale della scelta legislativa, nella necessità di assicurare l’uguaglianza nelle chance di ricoprire incarichi pubblici (art. 51Cost.); mentre solo talora è funzionale ad assicurare la “libertà” del voto (art. 48, comma 2, Cost.) ovvero le stesse esigenze poste alla base delle recenti politiche anticorruzione (in primis la tutela dell’imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione ex art. 97, comma 2, Cost.). Quanto al caso dei Cinque Stelle, che evidentemente si concreta in un auto-limite tutto interno al movimento, l’istituto ha, invece, una matrice essenzialmente ideologica, che affonda le sue radici nelle concezioni giacobine di fine ‘700. Il discorso del limite dei mandati, tuttavia, è illuminato da una luce diversa dopo la recente riforma costituzionale, che riduce il numero dei parlamentari: se da una parte, infatti, essa potrebbe giustificare l’introduzione del limite in Costituzione, dall’altra richiede improrogabilmente partiti, la cui struttura interna democratica sia garantita dall’ordinamento generale.
Two recent events drew to public attention the question of the double mandate term limits: by decision n. 173 of 10 July 2019, the Constitutional Court judged on the compliance with the Constitution of the prohibition for the members of the councils of forensic district orders, who had already carried out two mandates, to run for office again; almost at the same time, a debate was held within the Cinque Stelle about the overcoming prohibition for the Movement elected members to run for even after their second mandate. This study notes that the limit of the second mandate, in all its various applications, finds a minimum common denominator, as for the constitutional basis of the legislative choice, in the need to ensure equality in the chances to hold public offices (art. 51 of the Constitution.); while only sometimes it is functional to ensure "free" vote (article 48, paragraph 2, of the Constitution) i.e. the same requirements underlying the recent anti-corruption policies (first and foremost the protection of impartiality and the good performance of the public administration according to article 97, paragraph 2 of the Constitution). As for the case of the Cinque Stelle, which evidently materializes in a self-limitation entirely internal to the movement, the institution has, instead, an essentially ideological matrix, which has its roots in the Jacobin concepts in late '700. The issue of the mandates limit, however, is illuminated by a different light after the latest constitutional reform, reducing the number of Members: if on the one hand, it could in fact justify the introduction of the limit in the Constitution, on the other it requires without exception parties, whose internal democratic structure is guaranteed by the general system.
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