Il tentativo di ricostruire l’immagine della Campania ottocentesca – sospesa tra le bellezze paesaggistiche e artistiche e la cultura materiale, cibo in primis (due di quelle “felicità” di cui parla Piero Bevilacqua nel suo ultimo libro) – attraverso i viaggiatori appare come una scelta che vuole coniugare diversi piani metodologico-narrativi. Senza dimenticare che possiamo contare su una corposa produzionelegata tanto al romanzo quanto, in particolare, alla letteratura dei viaggiatori stranieri tra Otto e Novecento che, come è noto, avevano fatto di Napoli e dei suoi dintorni, una delle tappe del Gran Tour.

Tra sapere e sapori. I viaggiatori alla scoperta della Campania ottocentesca

Stefano d'Atri
2017

Abstract

Il tentativo di ricostruire l’immagine della Campania ottocentesca – sospesa tra le bellezze paesaggistiche e artistiche e la cultura materiale, cibo in primis (due di quelle “felicità” di cui parla Piero Bevilacqua nel suo ultimo libro) – attraverso i viaggiatori appare come una scelta che vuole coniugare diversi piani metodologico-narrativi. Senza dimenticare che possiamo contare su una corposa produzionelegata tanto al romanzo quanto, in particolare, alla letteratura dei viaggiatori stranieri tra Otto e Novecento che, come è noto, avevano fatto di Napoli e dei suoi dintorni, una delle tappe del Gran Tour.
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