Nel presente contributo, dopo una breve ricostruzione diacronica del regime giuridico delle concessioni demaniali con finalità turistiche, a seguito dell’abrogazione del diritto di insistenza e degli indirizzi comunitari (di rango normativo e di matrice giustiziale) oltre che delle conformi conclusioni rassegnate dalle magistrature (amministrative e penali) nazionali, tutti tesi a sanzionare sia automatici rinnovi e proroghe delle concessioni in essere sia impropri vantaggi, in sede comparativa, degli uscenti, si è tracciato un possibile paradigma applicabile in subiecta materia in caso di procedure comparative (mutuando i principi afferenti all’affine, seppur distinta, normativa sulle concessioni di servizi), per poi soffermarsi sulla sempre attuale problematica della sorte degli atti amministrativi adottati in attuazione di norme anticomunitarie, alla luce di una dialettica sempre viva ma che, sino ad oggi, è approdata a soluzioni non univoche né pienamente condivisibili. Scopo delle riflessioni che seguono è di fornire un modesto contributo al dibattito sopra accennato, anche tenuto conto di possibili scenari evolutivi, riconnessi all’incidenza che ora assume nell’ordinamento interno, in vari e diffusi settori, il principio di rotazione, che si pone (evidentemente) su un opposto crinale rispetto al diritto di insistenza, quale posizione di vantaggio per il concessionario uscente (inizialmente caratterizzante il regime delle concessioni demaniali, poi abrogato).

La non disciplina delle concessioni demaniali: dall’abrogazione dell’innaturale diritto di insistenza alle plurime e asistematiche proroghe anticomunitarie

francesco armenante
2020

Abstract

Nel presente contributo, dopo una breve ricostruzione diacronica del regime giuridico delle concessioni demaniali con finalità turistiche, a seguito dell’abrogazione del diritto di insistenza e degli indirizzi comunitari (di rango normativo e di matrice giustiziale) oltre che delle conformi conclusioni rassegnate dalle magistrature (amministrative e penali) nazionali, tutti tesi a sanzionare sia automatici rinnovi e proroghe delle concessioni in essere sia impropri vantaggi, in sede comparativa, degli uscenti, si è tracciato un possibile paradigma applicabile in subiecta materia in caso di procedure comparative (mutuando i principi afferenti all’affine, seppur distinta, normativa sulle concessioni di servizi), per poi soffermarsi sulla sempre attuale problematica della sorte degli atti amministrativi adottati in attuazione di norme anticomunitarie, alla luce di una dialettica sempre viva ma che, sino ad oggi, è approdata a soluzioni non univoche né pienamente condivisibili. Scopo delle riflessioni che seguono è di fornire un modesto contributo al dibattito sopra accennato, anche tenuto conto di possibili scenari evolutivi, riconnessi all’incidenza che ora assume nell’ordinamento interno, in vari e diffusi settori, il principio di rotazione, che si pone (evidentemente) su un opposto crinale rispetto al diritto di insistenza, quale posizione di vantaggio per il concessionario uscente (inizialmente caratterizzante il regime delle concessioni demaniali, poi abrogato).
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