Affacciata sul Mar Ionio, Buthrotum (la moderna Butrinto) era un antico porto della regione dell’Epiro. Grazie alla sua favorevole posizione tra Grecia e Italia, la città fu rifondata come colonia romana sotto Cesare e Augusto. L’attuale ricerca archeologica, intrapresa all’interno del Roman Forum Excavations Project, diretta congiuntamente dall’Università di Notre Dame e l’Istituto di Archeologia Albanese, ha dimostrato che l’antico centro fu completamente ricostruito in occasione del passaggio a colonia. Il programma di costruzione coloniale comprendeva, infatti, un nuovo foro lastricato, insieme ai suoi edifici circostanti e al complesso sacro adiacente al teatro. Sotto l’Impero Romano, Buthrotum fiorì, finché un terremoto nella seconda metà del IV secolo devastò la città e alterò permanentemente l’antico centro urbano. Questo contributo discute i reperti in ceramica e vetro provenienti dalle tabernae romane e un santuario scavati nel 2013, nell’area nord-est del foro. Numerosi frammenti di vetro, molti dei quali riconducibili a vasellame di uso domestico, mostrano morfologie strettamente connesse a tipi diffusi in tutto il Mediterraneo. Le importazioni ceramiche e le tracce di produzione di ceramica fine e d’uso domestico, tipicamente classificate come “locale” o “regionale”, forniscono nuove importanti evidenze di commercio e produzione nel Mediterraneo centrale tra I e III secolo d.C.

Vitalità produttiva e rapporti commerciali a Butrinto in epoca romana: la testimonianza di ceramica e vetro

BOLZONI G
;
2017

Abstract

Affacciata sul Mar Ionio, Buthrotum (la moderna Butrinto) era un antico porto della regione dell’Epiro. Grazie alla sua favorevole posizione tra Grecia e Italia, la città fu rifondata come colonia romana sotto Cesare e Augusto. L’attuale ricerca archeologica, intrapresa all’interno del Roman Forum Excavations Project, diretta congiuntamente dall’Università di Notre Dame e l’Istituto di Archeologia Albanese, ha dimostrato che l’antico centro fu completamente ricostruito in occasione del passaggio a colonia. Il programma di costruzione coloniale comprendeva, infatti, un nuovo foro lastricato, insieme ai suoi edifici circostanti e al complesso sacro adiacente al teatro. Sotto l’Impero Romano, Buthrotum fiorì, finché un terremoto nella seconda metà del IV secolo devastò la città e alterò permanentemente l’antico centro urbano. Questo contributo discute i reperti in ceramica e vetro provenienti dalle tabernae romane e un santuario scavati nel 2013, nell’area nord-est del foro. Numerosi frammenti di vetro, molti dei quali riconducibili a vasellame di uso domestico, mostrano morfologie strettamente connesse a tipi diffusi in tutto il Mediterraneo. Le importazioni ceramiche e le tracce di produzione di ceramica fine e d’uso domestico, tipicamente classificate come “locale” o “regionale”, forniscono nuove importanti evidenze di commercio e produzione nel Mediterraneo centrale tra I e III secolo d.C.
9789536064434
9789535652175
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