Rileggendo diacronicamente gli stili e i modelli alimentari in rapporto alle dinamiche territoriale si evincono interessanti riflessioni geografiche di un legame uomo-cibo che cambia nel tempo e nello spazio. Volendo rappresentare graficamente questo cambiamento ci è sembrato utile prendere in prestito il modello della transizione demografica ed epidemiologica e adattarlo all’alimentazione. Il modello restituisce interessanti riflessioni sulle dinamiche alimentari, che cambiano a seconda dei singoli luoghi, in stretto rapporto alle tradizioni culturali delle comunità locali. Ripercorrendo la storia alimentare delle popolazioni occidentali, l’autore identifica una nuova recente transizione che segna il passaggio verso un’alimentazione sostenibile, locale, improntata ai valori identitari, della qualità dove al fast e al desert si contrappone lo slow e l’organic food. È un’alimentazione attenta all’aspetto mediatico. Il cibo diviene spesso un’icona da rivista patinata (porn food) attraverso cui comunicare nuovi valori (come la qualità e il rispetto dell’ambiente) e significati culturali. Sembra che la curva che raffigura la quantità alimentare ceda il posto alla qualità e si ritorni ad un maggiore rapporto del cibo più profondo con la natura e i suoi tempi. Questa alimentazione è l’espressione tipica di una popolazione altamente sviluppata, giovane, acculturata.

La quarta fase della transizione alimentare dei paesi occidentali. Una lettura geo-spaziale e temporale del rapporto territorio-alimentazione

De Felice Pierluigi
2019

Abstract

Rileggendo diacronicamente gli stili e i modelli alimentari in rapporto alle dinamiche territoriale si evincono interessanti riflessioni geografiche di un legame uomo-cibo che cambia nel tempo e nello spazio. Volendo rappresentare graficamente questo cambiamento ci è sembrato utile prendere in prestito il modello della transizione demografica ed epidemiologica e adattarlo all’alimentazione. Il modello restituisce interessanti riflessioni sulle dinamiche alimentari, che cambiano a seconda dei singoli luoghi, in stretto rapporto alle tradizioni culturali delle comunità locali. Ripercorrendo la storia alimentare delle popolazioni occidentali, l’autore identifica una nuova recente transizione che segna il passaggio verso un’alimentazione sostenibile, locale, improntata ai valori identitari, della qualità dove al fast e al desert si contrappone lo slow e l’organic food. È un’alimentazione attenta all’aspetto mediatico. Il cibo diviene spesso un’icona da rivista patinata (porn food) attraverso cui comunicare nuovi valori (come la qualità e il rispetto dell’ambiente) e significati culturali. Sembra che la curva che raffigura la quantità alimentare ceda il posto alla qualità e si ritorni ad un maggiore rapporto del cibo più profondo con la natura e i suoi tempi. Questa alimentazione è l’espressione tipica di una popolazione altamente sviluppata, giovane, acculturata.
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