Il livello di integrazione sociale e culturale di individui stranieri all'interno di una comunità è percepibile anche dalla rappresentazione che i media offrono della figura dell'immigrato. Una ricerca italiana descrive, soffermandosi su media e immigrati, “l’inadeguatezza del sistema comunicativo a dar conto della complessità e, soprattutto, delle diverse realtà e dei plurimi soggetti del corpo sociale”. In sintesi veniva dipinta un’immagine stereotipata caratterizzata da una drammatizzazione e spettacolarizzazione della notizia riguardante gli immigrati, dall’uso di un linguaggio emozionale e da una rappresentazione parziale del caleidoscopico mondo dell’alterità. L’Italia dei mass media, dunque, sembra aver contribuito con il suo specifico linguaggio a creare una vera e propria mitopoietica negativa dell’immigrato, raffigurato frequentemente come un individuo ai margini della società e della legalità. Sulla base di questi presupposti gli autori si propongono di indagare la rappresentazione degli immigrati offerta da alcune fiction italiane, cercando di individuare la funzione che essi stessi svolgono nelle serie e il messaggio che il loro ruolo comunica. Nel compiere questo tipo di analisi si partirà dall'individuazione di alcuni attori che per le loro caratteristiche fisiognomiche hanno ricoperto ruoli prevalentemente di immigrati in alcune serie televisive. In particolare, già la tipologia di selezione è significativa di un condizionamento culturale in quanto le caratteristiche razziali divengono condicio di categorizzazioni sociali. Il lavoro si concluderà con un'intervista all’attore di fiction Gabriele De Luca che conferma quanto la sua facies lo pregiudichi e condizioni nei ruoli attoriali.

La rappresentazione degli immigrati in alcune serie televisive italiane. Pregiudizi e stereotipi

Pierluigi De Felice
2016

Abstract

Il livello di integrazione sociale e culturale di individui stranieri all'interno di una comunità è percepibile anche dalla rappresentazione che i media offrono della figura dell'immigrato. Una ricerca italiana descrive, soffermandosi su media e immigrati, “l’inadeguatezza del sistema comunicativo a dar conto della complessità e, soprattutto, delle diverse realtà e dei plurimi soggetti del corpo sociale”. In sintesi veniva dipinta un’immagine stereotipata caratterizzata da una drammatizzazione e spettacolarizzazione della notizia riguardante gli immigrati, dall’uso di un linguaggio emozionale e da una rappresentazione parziale del caleidoscopico mondo dell’alterità. L’Italia dei mass media, dunque, sembra aver contribuito con il suo specifico linguaggio a creare una vera e propria mitopoietica negativa dell’immigrato, raffigurato frequentemente come un individuo ai margini della società e della legalità. Sulla base di questi presupposti gli autori si propongono di indagare la rappresentazione degli immigrati offerta da alcune fiction italiane, cercando di individuare la funzione che essi stessi svolgono nelle serie e il messaggio che il loro ruolo comunica. Nel compiere questo tipo di analisi si partirà dall'individuazione di alcuni attori che per le loro caratteristiche fisiognomiche hanno ricoperto ruoli prevalentemente di immigrati in alcune serie televisive. In particolare, già la tipologia di selezione è significativa di un condizionamento culturale in quanto le caratteristiche razziali divengono condicio di categorizzazioni sociali. Il lavoro si concluderà con un'intervista all’attore di fiction Gabriele De Luca che conferma quanto la sua facies lo pregiudichi e condizioni nei ruoli attoriali.
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