Secondo l’Istat (2012) il 2,1% delle gravidanze italiane coinvolge adolescenti (90% figlie di madri adolescenti) spesso provenienti da realtà socioeconomiche a rischio. La gravidanza, che comporta trasformazioni mentali e corporee da elaborare (Monacelli, 2011), è interpretabile come spinta regressiva o emancipativa (Ferraro e Nunziante-Cesàro, 1985) e può essere agita, laddove l’acting rappresenta una dimensione fase-specifica dell’adolescenza (Margherita, 2009; Blos, 1993,). Diventare madri-teen assume connotazioni rischiose dove più sfide evolutive si sovrappongono con la probabilità che non siano affrontate adeguatamente (Salerno e Tosto, 2012; Marcheggiani e Grasso, 2007; Zampino, 2005; Zani e Cicognani, 1999; Ammaniti et al., 1997), ed in cui si concretizza la presenza di “due minori a rischio” (Riva Crugnola, 2011). Inoltre, in gravidanza le condizioni di rischio possono caratterizzarsi come difficilmente rappresentabili( Margherita, Gargiulo e Martino, 2015; 2014). Lo studio esplora la ricostruzione dell’esperienza della maternità in adolescenza. Partendo dalla Teen Mother Interview (Bohr, 2005) è stata creata un’intervista semi-strutturata che indaga le aree adolescenza, esperienza di gravidanza, relazione con il figlio, relazione con la madre, relazione con il partner. Sono state intervistate 18 donne (età media 20), utenti di una Onlus che offre sostegno alla relazione madre-bambino, che hanno vissuto una gravidanza in adolescenza. Da un’analisi del contenuto emergono categorie di significato che rimandano alle dimensioni: “percezione del corpo”, “centralità del parto”, “adolescenza interrotta”, “confusione dei ruoli” (figlio/fratello, figlia/mamma, madre/nonna). L’esperienza di gravidanza appare inaspettata (99%), centrata sul parto e su un vissuto negativo dei cambiamenti del corpo, più visto che sentito. L’adolescenza è vissuta tra il rimpianto e la negazione. I ruoli appaiono confusi: il figlio assume tratti fraterni e la nonna si sostituisce alla madre, nella sovrapposizione tra identità non ancora elaborate: essere madre-essere figlia. Considerando la centralità degli aspetti concreti e poco mentalizzati, in un’ottica preventiva, ci si domanda quanto la gravidanza dia spazio al dispiegarsi di una maternità interiore (Bydlowski, 2004).

Teen Mum: uno studio esplorativo sul divenire madre in adolescenza come “condizione di rischio”

Tessitore F
2015

Abstract

Secondo l’Istat (2012) il 2,1% delle gravidanze italiane coinvolge adolescenti (90% figlie di madri adolescenti) spesso provenienti da realtà socioeconomiche a rischio. La gravidanza, che comporta trasformazioni mentali e corporee da elaborare (Monacelli, 2011), è interpretabile come spinta regressiva o emancipativa (Ferraro e Nunziante-Cesàro, 1985) e può essere agita, laddove l’acting rappresenta una dimensione fase-specifica dell’adolescenza (Margherita, 2009; Blos, 1993,). Diventare madri-teen assume connotazioni rischiose dove più sfide evolutive si sovrappongono con la probabilità che non siano affrontate adeguatamente (Salerno e Tosto, 2012; Marcheggiani e Grasso, 2007; Zampino, 2005; Zani e Cicognani, 1999; Ammaniti et al., 1997), ed in cui si concretizza la presenza di “due minori a rischio” (Riva Crugnola, 2011). Inoltre, in gravidanza le condizioni di rischio possono caratterizzarsi come difficilmente rappresentabili( Margherita, Gargiulo e Martino, 2015; 2014). Lo studio esplora la ricostruzione dell’esperienza della maternità in adolescenza. Partendo dalla Teen Mother Interview (Bohr, 2005) è stata creata un’intervista semi-strutturata che indaga le aree adolescenza, esperienza di gravidanza, relazione con il figlio, relazione con la madre, relazione con il partner. Sono state intervistate 18 donne (età media 20), utenti di una Onlus che offre sostegno alla relazione madre-bambino, che hanno vissuto una gravidanza in adolescenza. Da un’analisi del contenuto emergono categorie di significato che rimandano alle dimensioni: “percezione del corpo”, “centralità del parto”, “adolescenza interrotta”, “confusione dei ruoli” (figlio/fratello, figlia/mamma, madre/nonna). L’esperienza di gravidanza appare inaspettata (99%), centrata sul parto e su un vissuto negativo dei cambiamenti del corpo, più visto che sentito. L’adolescenza è vissuta tra il rimpianto e la negazione. I ruoli appaiono confusi: il figlio assume tratti fraterni e la nonna si sostituisce alla madre, nella sovrapposizione tra identità non ancora elaborate: essere madre-essere figlia. Considerando la centralità degli aspetti concreti e poco mentalizzati, in un’ottica preventiva, ci si domanda quanto la gravidanza dia spazio al dispiegarsi di una maternità interiore (Bydlowski, 2004).
978-88-6318-008-4
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