The core question of the decision under review concerns the fair balance between two competing rights. On the one hand, the right of the child to know his or her origins, which forms part of the child’s vital interest in his or her personal development. On the other hand, the right by virtue of which the Italian law allows to the woman to remain anonymous after giving birth with the aim of preventing illegal abortions, child abandonment in unsafe conditions and ensuring that women receive appropriate medical care when giving birth.

Al centro della pronuncia si pone il problema del giusto bilanciamento tra il diritto dell’adottato di conoscere le proprie origini e il diritto all’anonimato della madre naturale, esercitato al momento del parto. In seguito alla sentenza della Corte Costituzionale n. 278 del 2013, la scelta materna non può più considerarsi irreversibile. L’attenzione, pertanto, si sposta sul procedimento di interpello della madre biologica e, in particolare, sui requisiti per la sua ammissibilità. In tale prospettiva, la decisione risulta significativa, poiché chiarisce che tale procedura dovrà rispettare la dignità e la riservatezza, non soltanto del figlio, ma anche della madre naturale, le cui condizioni d’età e di salute psico-fisica non possono essere irrilevanti, ma dovranno essere valutate di volta in volta dal giudice. La pronuncia ha, altresì, il merito di ribadire la necessità di tenere distinta la richiesta di conoscere le informazioni identificative sui genitori da quella di accedere alle sole informazioni aventi carattere sanitario, funzionali alla tutela del fondamentale diritto alla salute della persona, ex art. 32 Cost

Il diritto di conoscere le proprie origini tra identità del figlio e autodeterminazione della madre. Nota a CASS. CIV., I sez., ord. 9.8.2021, n. 22497.

Maria Gabriella Stanzione
2022

Abstract

Al centro della pronuncia si pone il problema del giusto bilanciamento tra il diritto dell’adottato di conoscere le proprie origini e il diritto all’anonimato della madre naturale, esercitato al momento del parto. In seguito alla sentenza della Corte Costituzionale n. 278 del 2013, la scelta materna non può più considerarsi irreversibile. L’attenzione, pertanto, si sposta sul procedimento di interpello della madre biologica e, in particolare, sui requisiti per la sua ammissibilità. In tale prospettiva, la decisione risulta significativa, poiché chiarisce che tale procedura dovrà rispettare la dignità e la riservatezza, non soltanto del figlio, ma anche della madre naturale, le cui condizioni d’età e di salute psico-fisica non possono essere irrilevanti, ma dovranno essere valutate di volta in volta dal giudice. La pronuncia ha, altresì, il merito di ribadire la necessità di tenere distinta la richiesta di conoscere le informazioni identificative sui genitori da quella di accedere alle sole informazioni aventi carattere sanitario, funzionali alla tutela del fondamentale diritto alla salute della persona, ex art. 32 Cost
The core question of the decision under review concerns the fair balance between two competing rights. On the one hand, the right of the child to know his or her origins, which forms part of the child’s vital interest in his or her personal development. On the other hand, the right by virtue of which the Italian law allows to the woman to remain anonymous after giving birth with the aim of preventing illegal abortions, child abandonment in unsafe conditions and ensuring that women receive appropriate medical care when giving birth.
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