nel tratto del fiume Calore Irpino (nel seguito Calore) compreso tra la confluenza del Tammaro nel Calore e la confluenza del Calore nel Volturno. Lo studio si compone sostanzialmente di due parti: la prima parte è dedicata, sulla base della documentazione bibliografica ed originale disponibile, alla ricerca storica dei principali eventi alluvionali che hanno interessato tale tratto, la seconda parte contiene un’approfondita analisi idraulica dell’evento alluvionale dell’ottobre 2015. Nella ricerca storica si è fatto ricorso a molteplici fonti bibliografiche e testuali nonché ad un’attenta analisi delle fonti iconografiche. L’analisi storica ha riguardato non solo gli aspetti qualitativi, ma, ogni qual volta è stato possibile, ha cercato di valorizzare anche le informazioni di tipo quantitativo. Nel complesso sono state individuati oltre 50 eventi alluvionali storicamente documentati, per 12 di questi la documentazione disponibile ha permesso l’effettuazione di ulteriori approfondimenti. La ricostruzione storica degli eventi alluvionali verificatesi nel passato, ed in particolare della tragica alluvione del 2 ottobre 1949, ha fornito un importante contributo per definire il corretto livello di pericolosità idraulica presente lungo i tratti dei fiumi Calore e Sabato. La ricerca storica non solo ha consentito di estendere la serie delle alluvioni note ad un periodo nel quale non vi era una raccolta sistematica dei dati pluviometrici ed idrometrici, ma ha anche consentito di recuperare alcuni dei dati quantitativi raccolti nel corso del XX secolo che, per svariate ragione, si erano “persi” e/o erano stati “dimenticati” nei documenti ufficiali. Tali “perdite” e/o “dimenticanze” hanno riguardato in particolare il periodo dal 1935 al 1949. Sorprendentemente l’alluvione del 1949, a meno di una relazione redatta dal prof. De Marchi, della quale però si è persa traccia, non è stata oggetto di alcun approfondimento particolare da parte del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale (SIMN) del Ministero dei Lavori Pubblici e ciò è avvenuto nonostante l’elevato numero di vittime e di danni materiali che si sono verificati e l’eco nazionale avuta dall’evento stesso. L’analisi idraulica della piena dell’ottobre 2015 è partita da una certosina raccolta delle fonti fotografiche e videografiche disponibili che hanno consentito una accurata ricostruzione dell’evento alluvionale. L’analisi ha riguardato una molteplicità di aspetti che vanno dalla descrizione della situazione meteorologica, all’integrazione dell’insieme dei dati idro-pluviometrici messi a disposizione da diversi soggetti pub28 Vittorio Bovolin Aspetti idraulici delle alluvioni verificatisi nel Calore Irpino a valle della confluenza del Tammaro 29 blici e privati, alla stima delle massime portate defluite in alcune sezioni significative del Calore, all’identificazione dei meccanismi idraulici che governano i processi alluvionali nelle diverse aree allagate, fino alla ricostruzione, sulla base di testimonianze appositamente raccolte, dell’andamento semiquantitativo dell’idrogramma di piena nelle sezioni nelle quali esso non è disponibile o per assenza di una stazione di misura o per il malfunzionamento della stazione ove essa è presente. L’analisi dei dati è stata completata mediante l’implementazione di un modello idraulico di tipo monodimensionale che ha consentito, in particolare, di trasformare le altezze idrometriche valutate in diverse sezioni nelle corrispondenti portate. L’integrazione della ricerca storica e dell’analisi idraulica della piena dell’ottobre 2015 ha fornito un valore aggiunto all’intero studio in quanto da un lato i dati storici hanno consentito di migliorare la stima empirica della pericolosità statistica cui sono esposte le aree adiacenti al corso del Calore, dall’altro, grazie all’analisi idraulica, è stato possibile integrare gli aspetti qualitativi delle informazioni storiche con gli elementi quantitativi derivati per analogia con quanto accaduto nel 2015. Il presente studio è suddiviso in 5 capitoli: - nel primo Capitolo, sulla base di informazioni bibliografiche, è contenuta una sintetica panoramica delle alluvioni che hanno storicamente riguardato l’area di studio; - nel secondo Capitolo, al fine di acquisire gli elementi necessari per una valutazione quantitativa dei livelli idrici indicati nelle cronache, si sono ricostruite le vicende relative ai 2 attraversamenti del Calore posti a Benevento (Ponte Vanvitelli) ed a Solopaca (Ponte Maria Cristina); - nel terzo Capitolo sono illustrate le alluvioni storiche per le quali sono disponibili informazioni che consentono di effettuare valutazioni di tipo quantitativo; - nel quarto Capitolo è analizzato in dettaglio l’evento alluvionale del 14-15 ottobre 2015; - nel quinto Capitolo sono riportate alcune considerazioni conclusive.

Aspetti idraulici delle alluvioni verificatesi nel Calore Irpino a valle della confluenza con il Tammaro

Bovolin
2021

Abstract

nel tratto del fiume Calore Irpino (nel seguito Calore) compreso tra la confluenza del Tammaro nel Calore e la confluenza del Calore nel Volturno. Lo studio si compone sostanzialmente di due parti: la prima parte è dedicata, sulla base della documentazione bibliografica ed originale disponibile, alla ricerca storica dei principali eventi alluvionali che hanno interessato tale tratto, la seconda parte contiene un’approfondita analisi idraulica dell’evento alluvionale dell’ottobre 2015. Nella ricerca storica si è fatto ricorso a molteplici fonti bibliografiche e testuali nonché ad un’attenta analisi delle fonti iconografiche. L’analisi storica ha riguardato non solo gli aspetti qualitativi, ma, ogni qual volta è stato possibile, ha cercato di valorizzare anche le informazioni di tipo quantitativo. Nel complesso sono state individuati oltre 50 eventi alluvionali storicamente documentati, per 12 di questi la documentazione disponibile ha permesso l’effettuazione di ulteriori approfondimenti. La ricostruzione storica degli eventi alluvionali verificatesi nel passato, ed in particolare della tragica alluvione del 2 ottobre 1949, ha fornito un importante contributo per definire il corretto livello di pericolosità idraulica presente lungo i tratti dei fiumi Calore e Sabato. La ricerca storica non solo ha consentito di estendere la serie delle alluvioni note ad un periodo nel quale non vi era una raccolta sistematica dei dati pluviometrici ed idrometrici, ma ha anche consentito di recuperare alcuni dei dati quantitativi raccolti nel corso del XX secolo che, per svariate ragione, si erano “persi” e/o erano stati “dimenticati” nei documenti ufficiali. Tali “perdite” e/o “dimenticanze” hanno riguardato in particolare il periodo dal 1935 al 1949. Sorprendentemente l’alluvione del 1949, a meno di una relazione redatta dal prof. De Marchi, della quale però si è persa traccia, non è stata oggetto di alcun approfondimento particolare da parte del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale (SIMN) del Ministero dei Lavori Pubblici e ciò è avvenuto nonostante l’elevato numero di vittime e di danni materiali che si sono verificati e l’eco nazionale avuta dall’evento stesso. L’analisi idraulica della piena dell’ottobre 2015 è partita da una certosina raccolta delle fonti fotografiche e videografiche disponibili che hanno consentito una accurata ricostruzione dell’evento alluvionale. L’analisi ha riguardato una molteplicità di aspetti che vanno dalla descrizione della situazione meteorologica, all’integrazione dell’insieme dei dati idro-pluviometrici messi a disposizione da diversi soggetti pub28 Vittorio Bovolin Aspetti idraulici delle alluvioni verificatisi nel Calore Irpino a valle della confluenza del Tammaro 29 blici e privati, alla stima delle massime portate defluite in alcune sezioni significative del Calore, all’identificazione dei meccanismi idraulici che governano i processi alluvionali nelle diverse aree allagate, fino alla ricostruzione, sulla base di testimonianze appositamente raccolte, dell’andamento semiquantitativo dell’idrogramma di piena nelle sezioni nelle quali esso non è disponibile o per assenza di una stazione di misura o per il malfunzionamento della stazione ove essa è presente. L’analisi dei dati è stata completata mediante l’implementazione di un modello idraulico di tipo monodimensionale che ha consentito, in particolare, di trasformare le altezze idrometriche valutate in diverse sezioni nelle corrispondenti portate. L’integrazione della ricerca storica e dell’analisi idraulica della piena dell’ottobre 2015 ha fornito un valore aggiunto all’intero studio in quanto da un lato i dati storici hanno consentito di migliorare la stima empirica della pericolosità statistica cui sono esposte le aree adiacenti al corso del Calore, dall’altro, grazie all’analisi idraulica, è stato possibile integrare gli aspetti qualitativi delle informazioni storiche con gli elementi quantitativi derivati per analogia con quanto accaduto nel 2015. Il presente studio è suddiviso in 5 capitoli: - nel primo Capitolo, sulla base di informazioni bibliografiche, è contenuta una sintetica panoramica delle alluvioni che hanno storicamente riguardato l’area di studio; - nel secondo Capitolo, al fine di acquisire gli elementi necessari per una valutazione quantitativa dei livelli idrici indicati nelle cronache, si sono ricostruite le vicende relative ai 2 attraversamenti del Calore posti a Benevento (Ponte Vanvitelli) ed a Solopaca (Ponte Maria Cristina); - nel terzo Capitolo sono illustrate le alluvioni storiche per le quali sono disponibili informazioni che consentono di effettuare valutazioni di tipo quantitativo; - nel quarto Capitolo è analizzato in dettaglio l’evento alluvionale del 14-15 ottobre 2015; - nel quinto Capitolo sono riportate alcune considerazioni conclusive.
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