La recensione ricostruisce la portata teorica delle "Riflessioni sugli oggetti apprensibili, sui costumi e sulle cognizioni umane per rapporto alle lingue" (1775) di Giammaria Ortes, recentemente ripubblicate e rivalutate. Il testo mostra come Ortes, figura originale del Settecento italiano, elabori una vera e propria storia naturale della parola, sviluppando in modo innovativo la teoria lockiana del segno e collocando il linguaggio all’interno della «storia naturale degli uomini» . La recensione evidenzia l’originalità di Ortes nel trattare temi quali la diversità delle lingue, la relazione tra pensiero, linguaggio e realtà, e il ruolo cognitivo della favella, definita «dono e qualità più ancor singolare e più sublime dell’umana natura» . Centrale è l’idea che la non corrispondenza tra parole e cose generi la naturale imperfezione delle lingue, condizione che rende possibile l’eloquenza, la creatività linguistica e la varietà interlinguistica. Il contributo colloca Ortes nel panorama dell’Illuminismo linguistico europeo e ne valorizza la modernità, proponendolo come autore pienamente inserito nella tradizione dell’Italian Thought, attenta all’intreccio tra lingua, vita e società.
Per una storia naturale della parola. Le Riflessioni sugli oggetti apprensibili, sui costumi e sulle cognizioni umane per rapporto alle lingue di Giammaria Ortes
GRAZIA BASILE
2024
Abstract
La recensione ricostruisce la portata teorica delle "Riflessioni sugli oggetti apprensibili, sui costumi e sulle cognizioni umane per rapporto alle lingue" (1775) di Giammaria Ortes, recentemente ripubblicate e rivalutate. Il testo mostra come Ortes, figura originale del Settecento italiano, elabori una vera e propria storia naturale della parola, sviluppando in modo innovativo la teoria lockiana del segno e collocando il linguaggio all’interno della «storia naturale degli uomini» . La recensione evidenzia l’originalità di Ortes nel trattare temi quali la diversità delle lingue, la relazione tra pensiero, linguaggio e realtà, e il ruolo cognitivo della favella, definita «dono e qualità più ancor singolare e più sublime dell’umana natura» . Centrale è l’idea che la non corrispondenza tra parole e cose generi la naturale imperfezione delle lingue, condizione che rende possibile l’eloquenza, la creatività linguistica e la varietà interlinguistica. Il contributo colloca Ortes nel panorama dell’Illuminismo linguistico europeo e ne valorizza la modernità, proponendolo come autore pienamente inserito nella tradizione dell’Italian Thought, attenta all’intreccio tra lingua, vita e società.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


