This essay examines the role of women from the administrative class of the Kingdom of Sicily in safeguarding the central archives during the late Middle Ages, highlighting their active contribution in preventing the dispersal of records produced at both central and peripheral levels. Since royal officials often kept public documentation in their own homes, which were considered a natural extension of their offices, the women in their families – wives, daughters, and sisters – developed a full awareness of the value of these records, recognising that the administrative activities of fathers and husbands formed the basis of their families’ economic and social advancement. Contrary to the accusation made by the Sicilian parliament in 1446, which held them responsible for the loss of the secretaries’ registers, the evidence examined shows instead that these women played a decisive role in preserving and sometimes returning registers, accounts, and other documents to the authorities. Without their intervention, many documents would have been lost due to the officials’ failure to deposit them in the royal archives and the weak oversight of local institutions.

Questo saggio analizza il ruolo delle donne del ceto amministrativo del regno di Sicilia nella custodia degli archivi centrali nel tardo medioevo, mettendo in luce il loro contributo attivo nel prevenire la dispersione delle scritture prodotte sia a livello centrale sia periferico. Poiché gli ufficiali regi conservavano spesso la documentazione pubblica nelle proprie abitazioni, viste come un’estensione naturale degli uffici, le donne delle loro famiglie – mogli, figlie e sorelle – sviluppavano una piena consapevolezza del valore dei registri, riconoscendo che l’attività amministrativa di padri e mariti era alla base dell’ascesa economica e sociale dei loro lignaggi. Contrariamente all’accusa formulata dal parlamento siciliano nel 1446, che le riteneva responsabili della dispersione dei registri dei segretari del regno, le testimonianze esaminate mostrano invece che queste donne svolsero un ruolo decisivo nella conservazione e talvolta nella restituzione alle autorità di registri, conti e altre scritture. Senza il loro intervento, molti documenti sarebbero andati perduti a causa del mancato versamento negli archivi regi da parte degli stessi ufficiali e della scarsa vigilanza delle istituzioni isolane.

Le donne del ceto amministrativo e la custodia degli archivi del Regno di Sicilia nel tardo medioevo

Alessandro Silvestri
2025

Abstract

Questo saggio analizza il ruolo delle donne del ceto amministrativo del regno di Sicilia nella custodia degli archivi centrali nel tardo medioevo, mettendo in luce il loro contributo attivo nel prevenire la dispersione delle scritture prodotte sia a livello centrale sia periferico. Poiché gli ufficiali regi conservavano spesso la documentazione pubblica nelle proprie abitazioni, viste come un’estensione naturale degli uffici, le donne delle loro famiglie – mogli, figlie e sorelle – sviluppavano una piena consapevolezza del valore dei registri, riconoscendo che l’attività amministrativa di padri e mariti era alla base dell’ascesa economica e sociale dei loro lignaggi. Contrariamente all’accusa formulata dal parlamento siciliano nel 1446, che le riteneva responsabili della dispersione dei registri dei segretari del regno, le testimonianze esaminate mostrano invece che queste donne svolsero un ruolo decisivo nella conservazione e talvolta nella restituzione alle autorità di registri, conti e altre scritture. Senza il loro intervento, molti documenti sarebbero andati perduti a causa del mancato versamento negli archivi regi da parte degli stessi ufficiali e della scarsa vigilanza delle istituzioni isolane.
2025
This essay examines the role of women from the administrative class of the Kingdom of Sicily in safeguarding the central archives during the late Middle Ages, highlighting their active contribution in preventing the dispersal of records produced at both central and peripheral levels. Since royal officials often kept public documentation in their own homes, which were considered a natural extension of their offices, the women in their families – wives, daughters, and sisters – developed a full awareness of the value of these records, recognising that the administrative activities of fathers and husbands formed the basis of their families’ economic and social advancement. Contrary to the accusation made by the Sicilian parliament in 1446, which held them responsible for the loss of the secretaries’ registers, the evidence examined shows instead that these women played a decisive role in preserving and sometimes returning registers, accounts, and other documents to the authorities. Without their intervention, many documents would have been lost due to the officials’ failure to deposit them in the royal archives and the weak oversight of local institutions.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11386/4929437
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