Donne di età, retroterra ed esperienze sociali diverse hanno contribuito, con le loro scelte di vita, a una riflessione e a iniziative sociali che han­no introdotto e realizzato il concetto di cura. Tra il XIX e XX secolo nella società statunitense donne come M. E. Zakrzewska, E. Blackwell, M. Talbot, A. Preston, F. Kelley, M. Damon, G. Abbott, M. Putnam Jacobi, L. Wald, L. Dock hanno diffuso con la profes­sione medica, di pari passo a quella infermieristica e so­ciologica, i concetti (e la pratica) di relazione, eguaglian­za, solidarietà, indirizzati agli altri e a sé, con il passaggio dalla “sofferenza” alla cura. Studiose attente alla salute sociale e pubblica e a donne, bambini e uomini da sottrarre a un destino di miseria riservato loro da una organizzazione sociale che privilegia il successo del percorso tecnologico e occupazionale. Queste donne, con il loro accesso allo studio e alla conoscenza, alla organizzazione sanitaria e all’intervento di cura, determinarono un ribaltamento della tradizione terapeutica, un rinnovamento della professione medica, una presenza irreversibile di genere nella prevenzione e nella promozione della salute, a fianco delle persone e dei malati. Il tema, affascinante come ogni narrazione dello sviluppo di una professione, ha al suo interno una efficacia inedita per l’innovazione sociale della quale fu portatore.

La Sfida della cura. Donne, medicina e sanità negli Stati Uniti tra Ottocento e Novecento.

Cersosimo G.
2025

Abstract

Donne di età, retroterra ed esperienze sociali diverse hanno contribuito, con le loro scelte di vita, a una riflessione e a iniziative sociali che han­no introdotto e realizzato il concetto di cura. Tra il XIX e XX secolo nella società statunitense donne come M. E. Zakrzewska, E. Blackwell, M. Talbot, A. Preston, F. Kelley, M. Damon, G. Abbott, M. Putnam Jacobi, L. Wald, L. Dock hanno diffuso con la profes­sione medica, di pari passo a quella infermieristica e so­ciologica, i concetti (e la pratica) di relazione, eguaglian­za, solidarietà, indirizzati agli altri e a sé, con il passaggio dalla “sofferenza” alla cura. Studiose attente alla salute sociale e pubblica e a donne, bambini e uomini da sottrarre a un destino di miseria riservato loro da una organizzazione sociale che privilegia il successo del percorso tecnologico e occupazionale. Queste donne, con il loro accesso allo studio e alla conoscenza, alla organizzazione sanitaria e all’intervento di cura, determinarono un ribaltamento della tradizione terapeutica, un rinnovamento della professione medica, una presenza irreversibile di genere nella prevenzione e nella promozione della salute, a fianco delle persone e dei malati. Il tema, affascinante come ogni narrazione dello sviluppo di una professione, ha al suo interno una efficacia inedita per l’innovazione sociale della quale fu portatore.
2025
9788820771126
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11386/4930576
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