Se la tendenza in diminuzione della popolazione italiana poteva essere controllata all’inizio di questo terzo millennio con un saldo migratorio positivo, oggi non è più così e non si può più parlare di emergenza ma di un problema oramai strutturale. Ciò si deve alla riduzione della popolazione femminile in età feconda (15-50 anni): in altre parole, non solo si fanno meno figli, ma ci sono anche meno donne in età feconda che potrebbero farli nascere (avere figli è una scelta sempre più rinviata nel tempo). Alla questione di carattere strutturale, relativa a meno madri potenziali e mediamente più anziane, si accompagna l’atteggiamento riproduttivo vero e proprio, strettamente legato a elementi di soggettività e di autodeterminazione nella scelta di mettere al mondo un figlio.
Da emergenza a fenomeno strutturale. Riscrivere le politiche a sostegno della genitorialità
Emiliana, MANGONE
2026
Abstract
Se la tendenza in diminuzione della popolazione italiana poteva essere controllata all’inizio di questo terzo millennio con un saldo migratorio positivo, oggi non è più così e non si può più parlare di emergenza ma di un problema oramai strutturale. Ciò si deve alla riduzione della popolazione femminile in età feconda (15-50 anni): in altre parole, non solo si fanno meno figli, ma ci sono anche meno donne in età feconda che potrebbero farli nascere (avere figli è una scelta sempre più rinviata nel tempo). Alla questione di carattere strutturale, relativa a meno madri potenziali e mediamente più anziane, si accompagna l’atteggiamento riproduttivo vero e proprio, strettamente legato a elementi di soggettività e di autodeterminazione nella scelta di mettere al mondo un figlio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


