La Suprema Corte, nell’ordinanza in commento (Cass. Civ. n. 807/2025), conferma l’illegittimità del licenziamento comminato ad esito di irregolari controlli datoriali in senso stretto. Si sofferma, ai fini della decisione, sul necessario bilanciamento degli interessi imprenditoriali in gioco con la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore; nega la natura confessoria delle dichiarazioni rese dal dipendente nel corso del procedimento disciplinare a suo carico; ribadisce la regula juris dell’efficacia vincolante del principio di diritto enunciato nella sentenza rescindente.

Controlli difensivi: illegittimo il licenziamento basato su dati acquisiti antecedentemente all’insorgere del sospetto

Marco Capece
2025

Abstract

La Suprema Corte, nell’ordinanza in commento (Cass. Civ. n. 807/2025), conferma l’illegittimità del licenziamento comminato ad esito di irregolari controlli datoriali in senso stretto. Si sofferma, ai fini della decisione, sul necessario bilanciamento degli interessi imprenditoriali in gioco con la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore; nega la natura confessoria delle dichiarazioni rese dal dipendente nel corso del procedimento disciplinare a suo carico; ribadisce la regula juris dell’efficacia vincolante del principio di diritto enunciato nella sentenza rescindente.
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