Il presente contributo intende esaminare una vicenda settecentesca della collegiata di Santa Maria Maggiore a Grottaminarda, piccolo centro a vocazione agricola situato nella valle dell’Ufita. Per mezzo di documenti e di opere, la collegiata illustra le relazioni esistenti tra le aree interne del Regno e la sua capitale, l’atteggiamento di una committenza di provincia nei confronti delle novità figurative nonché i rapporti tra scultori e stuccatori, informando di personalità artistiche che meritano interesse; e dunque dà conto di avvenimenti maturati in un frangente storico – il settimo decennio del secolo – alquanto delicato. Sono infatti gli anni in cui la città di Napoli, seguendo il percorso tracciato da Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia, da un lato volle imporsi in Europa quale sede della corte di un regno indipendente, dall’altro volle aggiornare la sua cultura figurativa ai gusti internazionali e alle istanze classiciste diffuse da Luigi Vanvitelli, qui giunto negli anni Cinquanta da Roma, irrompendo in un ambiente marcatamente barocco legato a Francesco Solimena.
Stucco in Alta Irpinia: la crociera della collegiata di Grottaminarda (1761-1763)
Ricco Antonello
2026
Abstract
Il presente contributo intende esaminare una vicenda settecentesca della collegiata di Santa Maria Maggiore a Grottaminarda, piccolo centro a vocazione agricola situato nella valle dell’Ufita. Per mezzo di documenti e di opere, la collegiata illustra le relazioni esistenti tra le aree interne del Regno e la sua capitale, l’atteggiamento di una committenza di provincia nei confronti delle novità figurative nonché i rapporti tra scultori e stuccatori, informando di personalità artistiche che meritano interesse; e dunque dà conto di avvenimenti maturati in un frangente storico – il settimo decennio del secolo – alquanto delicato. Sono infatti gli anni in cui la città di Napoli, seguendo il percorso tracciato da Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia, da un lato volle imporsi in Europa quale sede della corte di un regno indipendente, dall’altro volle aggiornare la sua cultura figurativa ai gusti internazionali e alle istanze classiciste diffuse da Luigi Vanvitelli, qui giunto negli anni Cinquanta da Roma, irrompendo in un ambiente marcatamente barocco legato a Francesco Solimena.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


