Nello Scudo di Enea descritto da Virgilio, l’attacco dei Galli al Colle Capitolino rappresenta la scena di battaglia più lunga e elaborata prima della descrizione della battaglia di Azio. L’analisi condotta da Ph. Hardie riesce a mettere in luce la funzione e le analogie tra due battaglie epocali: nel 390 a.C. i Galli invadono Roma tanto da portare la loro minaccia fino al Campidoglio, una giornata cosi buia e negativa nella storia di Roma da lasciare una traccia duratura nel calendario. La citta viene salvata dall’intervento degli dei in un momento di estremo pericolo e questa scena viene posta sullo Scudo alla fine della storia arcaica di Roma segnalando in questo modo la certezza imperitura del favore divino verso la città. In modo analogo, lo scontro di Azio giunge a coinvolgere le principali divinità e la vittoria augustea apre la strada a un nuovo tempo e a un nuovo ordine divino.
I Galli sul Campidoglio e lo Scudo di Enea
Mauro MENICHETTI
2025
Abstract
Nello Scudo di Enea descritto da Virgilio, l’attacco dei Galli al Colle Capitolino rappresenta la scena di battaglia più lunga e elaborata prima della descrizione della battaglia di Azio. L’analisi condotta da Ph. Hardie riesce a mettere in luce la funzione e le analogie tra due battaglie epocali: nel 390 a.C. i Galli invadono Roma tanto da portare la loro minaccia fino al Campidoglio, una giornata cosi buia e negativa nella storia di Roma da lasciare una traccia duratura nel calendario. La citta viene salvata dall’intervento degli dei in un momento di estremo pericolo e questa scena viene posta sullo Scudo alla fine della storia arcaica di Roma segnalando in questo modo la certezza imperitura del favore divino verso la città. In modo analogo, lo scontro di Azio giunge a coinvolgere le principali divinità e la vittoria augustea apre la strada a un nuovo tempo e a un nuovo ordine divino.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


