La gestione convenzionale delle tutele da inadempimento è paradigmatica della tendenza a costruire modelli contrattuali autosufficienti. Il fenomeno è eterogeneo. In linea con il favor, anche normativo, verso la modulazione dei rimedi all’inadempimento, si registra la diffusione di clausole di irresolubilità, di pattuizioni che elevano il risarcimento a unico rimedio, che definiscono la soglia di inadempimento rilevante e che mirano a regolamentare gli effetti della risoluzione tra le parti e verso i terzi. Indagata la sussistenza di limitazioni all’esclusione pattizia della tutela risolutoria e alla definizione convenzionale delle risposte rimediali all’inadempimento, il lavoro approfondisce il concreto dispiegarsi dell’autonomia contrattuale in tale àmbito, al fine di definire i confini del potere di autoregolamentazione in relazione ai variabili interessi dedotti nella vicenda contrattuale.
Inadempimento e rimedi convenzionali
Immacolata Prisco
2022
Abstract
La gestione convenzionale delle tutele da inadempimento è paradigmatica della tendenza a costruire modelli contrattuali autosufficienti. Il fenomeno è eterogeneo. In linea con il favor, anche normativo, verso la modulazione dei rimedi all’inadempimento, si registra la diffusione di clausole di irresolubilità, di pattuizioni che elevano il risarcimento a unico rimedio, che definiscono la soglia di inadempimento rilevante e che mirano a regolamentare gli effetti della risoluzione tra le parti e verso i terzi. Indagata la sussistenza di limitazioni all’esclusione pattizia della tutela risolutoria e alla definizione convenzionale delle risposte rimediali all’inadempimento, il lavoro approfondisce il concreto dispiegarsi dell’autonomia contrattuale in tale àmbito, al fine di definire i confini del potere di autoregolamentazione in relazione ai variabili interessi dedotti nella vicenda contrattuale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


