This paper aims to present to the academic community a gilded bronze Crucifix from the Convent of San Salvatore in Jerusalem, proposing that it be attributed to the Lombard sculptor Ercole Ferrata, or his workshop. The artefact allows us to revisit Alessandro Algardi’s Baroque interpretation of Christ on the cross and the crucifixes designed by Gian Lorenzo Bernini for St Peter’s Basilica in the Vatican, offering an alternative model that serves as a paradigm of a new formal sensibility, capable of combining classicism with dramatic tension.

Il contributo intende presentare alla comunità scientifica un Crocifisso in bronzo dorato del convento di San Salvatore a Gerusalemme con una proposta d’attribuzione in favore dello scultore lombardo Ercole Ferrata, o della sua bottega. Il manufatto consente di ritornare sull’interpretazione barocca del Cristo in croce di Alessandro Algardi e sui Crocifissi ideati da Gian Lorenzo Bernini per la basilica di San Pietro in Vaticano, offrendo un modello alternativo che assurge a paradigma di una nuova sensibilità formale, capace di coniugare classicismo e tensione drammatica.

Modelli romani in Terra Santa: un Crocifisso “vivo” tra Algardi e Bernini

ricco antonello
In corso di stampa

Abstract

This paper aims to present to the academic community a gilded bronze Crucifix from the Convent of San Salvatore in Jerusalem, proposing that it be attributed to the Lombard sculptor Ercole Ferrata, or his workshop. The artefact allows us to revisit Alessandro Algardi’s Baroque interpretation of Christ on the cross and the crucifixes designed by Gian Lorenzo Bernini for St Peter’s Basilica in the Vatican, offering an alternative model that serves as a paradigm of a new formal sensibility, capable of combining classicism with dramatic tension.
In corso di stampa
Il contributo intende presentare alla comunità scientifica un Crocifisso in bronzo dorato del convento di San Salvatore a Gerusalemme con una proposta d’attribuzione in favore dello scultore lombardo Ercole Ferrata, o della sua bottega. Il manufatto consente di ritornare sull’interpretazione barocca del Cristo in croce di Alessandro Algardi e sui Crocifissi ideati da Gian Lorenzo Bernini per la basilica di San Pietro in Vaticano, offrendo un modello alternativo che assurge a paradigma di una nuova sensibilità formale, capace di coniugare classicismo e tensione drammatica.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11386/4949819
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