La cerimonia di apertura dei Mondiali 2026 a Città del Messico mostra la tensione tra spettacolo globale e conflitto sociale. Mentre nello stadio Azteca il patrimonio mesoamericano veniva trasformato in immaginario turistico-mediatico, nelle strade emergevano proteste e pratiche di contro-narrazione dal basso. Il contributo analizza il mega-evento sportivo come spazio di lotta per il controllo dell’immaginario collettivo avendo come riferimenti teorici Debord e Fanon, evidenziando una parziale crisi del modello dei Media Events di Dayan e Katz.

Fuori dallo stadio. Mondiali 2026, spettacolo globale e contro-immaginari in Messico.

Marco Colacino
2026

Abstract

La cerimonia di apertura dei Mondiali 2026 a Città del Messico mostra la tensione tra spettacolo globale e conflitto sociale. Mentre nello stadio Azteca il patrimonio mesoamericano veniva trasformato in immaginario turistico-mediatico, nelle strade emergevano proteste e pratiche di contro-narrazione dal basso. Il contributo analizza il mega-evento sportivo come spazio di lotta per il controllo dell’immaginario collettivo avendo come riferimenti teorici Debord e Fanon, evidenziando una parziale crisi del modello dei Media Events di Dayan e Katz.
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