Il contributo affronta il problema della ricostruzione dell'assetto urbano della Salerno di età repubblicana e romano-imperiale attraverso l'analisi integrata delle evidenze archeologiche, dei dati geo-morfologici e delle trasformazioni del paesaggio costiero. La frammentarietà della documentazione, determinata dalla continua occupazione dell'area urbana e dall'assenza, fino a tempi recenti, di una pianificazione sistematica delle indagini archeologiche, ha reso finora complessa la definizione delle prime fasi insediative della città. La rilettura critica dei dati disponibili consente tuttavia di proporre nuove ipotesi sulla localizzazione del più antico nucleo abitato, sull'organizzazione degli spazi residenziali e produttivi e sulle strategie di adattamento alla morfologia del territorio. Particolare attenzione è rivolta alle opere di terrazzamento, alla regimazione del torrente Eremita e ai processi di avanzamento della linea di costa, elementi che condizionarono profondamente lo sviluppo urbanistico della città tra il II secolo a.C. e la tarda età imperiale. Le strutture murarie di età repubblicana, i complessi residenziali individuati in diversi settori del centro storico e il sistema delle installazioni portuali e termali delineano un organismo urbano più articolato di quanto finora ipotizzato, caratterizzato dalla coesistenza di aree residenziali, infrastrutture produttive e spazi funzionali alle attività marittime. L'analisi proposta offre un nuovo contributo alla conoscenza delle origini della città romana, ponendo le basi per una più puntuale interpretazione delle trasformazioni che interesseranno Salerno tra tarda antichità e alto Medioevo.
Le sedi del potere a Salerno tra VI e X secolo
Rosa Fiorillo
2026
Abstract
Il contributo affronta il problema della ricostruzione dell'assetto urbano della Salerno di età repubblicana e romano-imperiale attraverso l'analisi integrata delle evidenze archeologiche, dei dati geo-morfologici e delle trasformazioni del paesaggio costiero. La frammentarietà della documentazione, determinata dalla continua occupazione dell'area urbana e dall'assenza, fino a tempi recenti, di una pianificazione sistematica delle indagini archeologiche, ha reso finora complessa la definizione delle prime fasi insediative della città. La rilettura critica dei dati disponibili consente tuttavia di proporre nuove ipotesi sulla localizzazione del più antico nucleo abitato, sull'organizzazione degli spazi residenziali e produttivi e sulle strategie di adattamento alla morfologia del territorio. Particolare attenzione è rivolta alle opere di terrazzamento, alla regimazione del torrente Eremita e ai processi di avanzamento della linea di costa, elementi che condizionarono profondamente lo sviluppo urbanistico della città tra il II secolo a.C. e la tarda età imperiale. Le strutture murarie di età repubblicana, i complessi residenziali individuati in diversi settori del centro storico e il sistema delle installazioni portuali e termali delineano un organismo urbano più articolato di quanto finora ipotizzato, caratterizzato dalla coesistenza di aree residenziali, infrastrutture produttive e spazi funzionali alle attività marittime. L'analisi proposta offre un nuovo contributo alla conoscenza delle origini della città romana, ponendo le basi per una più puntuale interpretazione delle trasformazioni che interesseranno Salerno tra tarda antichità e alto Medioevo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


