The contribution analyses the contemporary transformations of the Italian system of relations between the State and religious denominations through two interpretive categories, namely regulatory pluralism and confessional sustainability. The analysis is grounded in the methodological approach developed by Maria Cristina Folliero and in particular from her elaboration of the binomial “continuism and restructuring”, stemming from the profound transformations of the regulatory framework affecting the Third sector, asset management, the energy transition and technological innovation. This process, far fromdetermining a crisis of the concordatory system, highlights its capacity for structural adaptation. In this context, law no longer operates solely as a guarantee of religious freedom but as a selective mechanism that rewards entities endowed with greater organizational capacity, generating asymmetries between structured denominations and minority realities, with repercussions on the level of the effectiveness of confessional pluralism and substantive equality among religious subjects.

Il contributo analizza le trasformazioni contemporanee del sistema italiano delle relazioni tra Stato e confessioni religiose attraverso due categorie interpretative quali il pluralismo regolatorio e la sostenibilità confessionale. L’analisi prende le mosse dall’insegnamento metodologico di Maria Cristina Folliero e in particolare dalla sua elaborazione del binomio «continuismo e ristrutturazioni», derivante dalle profonde trasformazioni del quadro regolatorio che investono il Terzo settore, la gestione patrimoniale, la transizione energetica e l’innovazione tecnologica. Tale processo lungi dal determinare una crisi del sistema concordatario ne evidenzia la capacità di adattamento strutturale. In questo contesto, il diritto non opera più soltanto come garanzia di libertà religiosa ma come meccanismo selettivo che premia gli enti dotati di maggiore capacità organizzativa generando nuove asimmetrie tra confessioni strutturate e realtà minoritarie, con ricadute sul piano dell’effettività del pluralismo confessionale e dell’uguaglianza sostanziale tra i soggetti religiosi.

Pluralismo regolatorio e sostenibilità confessionale tra continuismo e ristrutturazioni degli enti religiosi nel sistema italiano

Carmela ELEFANTE
2026

Abstract

The contribution analyses the contemporary transformations of the Italian system of relations between the State and religious denominations through two interpretive categories, namely regulatory pluralism and confessional sustainability. The analysis is grounded in the methodological approach developed by Maria Cristina Folliero and in particular from her elaboration of the binomial “continuism and restructuring”, stemming from the profound transformations of the regulatory framework affecting the Third sector, asset management, the energy transition and technological innovation. This process, far fromdetermining a crisis of the concordatory system, highlights its capacity for structural adaptation. In this context, law no longer operates solely as a guarantee of religious freedom but as a selective mechanism that rewards entities endowed with greater organizational capacity, generating asymmetries between structured denominations and minority realities, with repercussions on the level of the effectiveness of confessional pluralism and substantive equality among religious subjects.
2026
Il contributo analizza le trasformazioni contemporanee del sistema italiano delle relazioni tra Stato e confessioni religiose attraverso due categorie interpretative quali il pluralismo regolatorio e la sostenibilità confessionale. L’analisi prende le mosse dall’insegnamento metodologico di Maria Cristina Folliero e in particolare dalla sua elaborazione del binomio «continuismo e ristrutturazioni», derivante dalle profonde trasformazioni del quadro regolatorio che investono il Terzo settore, la gestione patrimoniale, la transizione energetica e l’innovazione tecnologica. Tale processo lungi dal determinare una crisi del sistema concordatario ne evidenzia la capacità di adattamento strutturale. In questo contesto, il diritto non opera più soltanto come garanzia di libertà religiosa ma come meccanismo selettivo che premia gli enti dotati di maggiore capacità organizzativa generando nuove asimmetrie tra confessioni strutturate e realtà minoritarie, con ricadute sul piano dell’effettività del pluralismo confessionale e dell’uguaglianza sostanziale tra i soggetti religiosi.
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