Il saggio interroga il pensiero di Jean-Luc Nancy a partire dall’enunciato «ti amo», per mostrarne la portata ontologica e la capacità di mettere in questione ogni identità costituita. Il «ti amo» non designa la relazione tra soggetti già dati, ma l’accadere stesso del rapporto come esposizione al «fuori», nel quale il sé si disloca e si altera attraverso l’altro. È nel ‘fra’, inteso come spaziatura e s-partizione, che l’esistenza si dà come singolare-plurale nella sua inoperosa comunità. A partire da Sessistenza, il saggio mostra come tale ontologia dell’esposizione trovi nei corpi e nel sesso e il proprio luogo privilegiato. La sessistenza non designa un’identità sessuale, ma la dischiusura incessante del rapporto e il differire del sesso in se stesso. Corpo, carezza, bacio e nudità diventano così figure di un toccare che non può mai possedere e di un’esposizione che non si può compiere. L’amore, come il sesso, si configura come dis-opera: evento sempre a venire, sottratto a ogni logica di appropriazione e compimento. Il «ti amo» è dunque promessa senza garanzia, apertura senza chiusura, nella quale l’esistenza resta esposta al proprio limite.
“Ti amo” fino a… (s’)exister. Nancy, un pensiero “fra” i corpi.
DANIELA CALABRO'
2026
Abstract
Il saggio interroga il pensiero di Jean-Luc Nancy a partire dall’enunciato «ti amo», per mostrarne la portata ontologica e la capacità di mettere in questione ogni identità costituita. Il «ti amo» non designa la relazione tra soggetti già dati, ma l’accadere stesso del rapporto come esposizione al «fuori», nel quale il sé si disloca e si altera attraverso l’altro. È nel ‘fra’, inteso come spaziatura e s-partizione, che l’esistenza si dà come singolare-plurale nella sua inoperosa comunità. A partire da Sessistenza, il saggio mostra come tale ontologia dell’esposizione trovi nei corpi e nel sesso e il proprio luogo privilegiato. La sessistenza non designa un’identità sessuale, ma la dischiusura incessante del rapporto e il differire del sesso in se stesso. Corpo, carezza, bacio e nudità diventano così figure di un toccare che non può mai possedere e di un’esposizione che non si può compiere. L’amore, come il sesso, si configura come dis-opera: evento sempre a venire, sottratto a ogni logica di appropriazione e compimento. Il «ti amo» è dunque promessa senza garanzia, apertura senza chiusura, nella quale l’esistenza resta esposta al proprio limite.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


