Le comunità di pratiche e la comunicazione web-based sono ultimamente di nuovo al centro dell’attenzione politico-mediatica: l’emergere di alcuni movimenti politici fuori dagli schemi e i risultati di molte delle recenti consultazioni elettorali in Europa e negli Stati Uniti hanno riacceso il dibattito sul ruolo delle pratiche comunicative online accusate di diffondere notizie e informazioni false e di promuovere, tra l’altro, l’hate speech e la calunnia, fomentando l’odio sociale. I fenomeni osservabili in Rete non possono però essere raccolti sotto un unico comune denominatore. Né tantomeno si può leggere la contemporaneità attraverso il monocolo di teorie riduzioniste come quella del populismo. Come studiosi dei media e, in particolare della Rete, osserviamo certamente online la presenza di alcune modalità di consumo che favoriscono l’immissione o la condivisione di contenuti falsi o l’affermarsi di posizioni polarizzate e non comunicanti, che fanno spesso da cassa di risonanza a movimenti politici estremisti. E tuttavia non possiamo non interrogarci sulle effettive responsabilità delle nuove tecnologie della comunicazione in questo scenario e sulle continuità rispetto alle dinamiche presenti nei media tradizionali, nonché sulle radici di tali fenomeni e sui possibili interventi. Per farlo, è però necessario inquadrare il ruolo dei social media all’interno del più ampio dibattito sui mutamenti socio-politici della tarda modernità

Molto rumore per nulla: post-verità, fake news e determinismo tecnologico

Salzano Diana
;
Napoli Antonella
;
Tirino Mario
2017-01-01

Abstract

Le comunità di pratiche e la comunicazione web-based sono ultimamente di nuovo al centro dell’attenzione politico-mediatica: l’emergere di alcuni movimenti politici fuori dagli schemi e i risultati di molte delle recenti consultazioni elettorali in Europa e negli Stati Uniti hanno riacceso il dibattito sul ruolo delle pratiche comunicative online accusate di diffondere notizie e informazioni false e di promuovere, tra l’altro, l’hate speech e la calunnia, fomentando l’odio sociale. I fenomeni osservabili in Rete non possono però essere raccolti sotto un unico comune denominatore. Né tantomeno si può leggere la contemporaneità attraverso il monocolo di teorie riduzioniste come quella del populismo. Come studiosi dei media e, in particolare della Rete, osserviamo certamente online la presenza di alcune modalità di consumo che favoriscono l’immissione o la condivisione di contenuti falsi o l’affermarsi di posizioni polarizzate e non comunicanti, che fanno spesso da cassa di risonanza a movimenti politici estremisti. E tuttavia non possiamo non interrogarci sulle effettive responsabilità delle nuove tecnologie della comunicazione in questo scenario e sulle continuità rispetto alle dinamiche presenti nei media tradizionali, nonché sulle radici di tali fenomeni e sui possibili interventi. Per farlo, è però necessario inquadrare il ruolo dei social media all’interno del più ampio dibattito sui mutamenti socio-politici della tarda modernità
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11386/4686509
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus 0
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact