This essay deals with the physician Geronimo Gatta, author of a treatise on the plague in Naples in 1656 and with his library, which includes the classic sources of the Ancient Medicine, many treatises written at the end of Sixteenth century, as well as the aphorisms on plague written by Santorio Santorio (De statica medicina, 1634). The essay highlights also how Gatta, thanks to his direct experience and his readings, elaborates an etiology of the plague well founded and without ambiguities: he resolutely denies any value to the miasmatic paradigm, even if anyway he tries to do it without contesting Galen explicitly. The treatise shows a certain disappointment about how the epidemic had been dealt with and clarifies the lessons that can be drawn from the event. The physician does not quote any scientist prominent in Naples but it is highly probable that he was influenced by them.

Il saggio si sofferma su Geronimo Gatta, autore di un trattato sulla peste di Napoli (edito nel 1659) e sulla sua ‘biblioteca’, che comprende, oltre alle opere della medicina antica, molti trattati di fine Cinquecento e alcuni testi più recenti, tra cui gli aforismi «de peste» che Santorio incluse nell’edizione del 1634 del suo De statica medicina. Mette inoltre in evidenza come Gatta, sia per ciò che osservò direttamente, sia per gli spunti offerti da Santorio, elabori un’eziologia della peste ben fondata e priva di ambiguità, negando valore al paradigma miasmatico, pur se non contesta esplicitamente Galeno. Il suo trattato rivela un chiaro disappunto per come era stata gestita l’epidemia a Napoli ed illustra le lezioni che bisognava trarre dal tragico evento, così da evitare nuovi flagelli. Il medico non cita gli scienziati più in vista a Napoli, ma è altamente probabile che abbia risentito della loro influenza.

L'aria innocente. Geronimo Gatta e le sue fonti

D'ALESSIO, Silvana
2018

Abstract

Il saggio si sofferma su Geronimo Gatta, autore di un trattato sulla peste di Napoli (edito nel 1659) e sulla sua ‘biblioteca’, che comprende, oltre alle opere della medicina antica, molti trattati di fine Cinquecento e alcuni testi più recenti, tra cui gli aforismi «de peste» che Santorio incluse nell’edizione del 1634 del suo De statica medicina. Mette inoltre in evidenza come Gatta, sia per ciò che osservò direttamente, sia per gli spunti offerti da Santorio, elabori un’eziologia della peste ben fondata e priva di ambiguità, negando valore al paradigma miasmatico, pur se non contesta esplicitamente Galeno. Il suo trattato rivela un chiaro disappunto per come era stata gestita l’epidemia a Napoli ed illustra le lezioni che bisognava trarre dal tragico evento, così da evitare nuovi flagelli. Il medico non cita gli scienziati più in vista a Napoli, ma è altamente probabile che abbia risentito della loro influenza.
This essay deals with the physician Geronimo Gatta, author of a treatise on the plague in Naples in 1656 and with his library, which includes the classic sources of the Ancient Medicine, many treatises written at the end of Sixteenth century, as well as the aphorisms on plague written by Santorio Santorio (De statica medicina, 1634). The essay highlights also how Gatta, thanks to his direct experience and his readings, elaborates an etiology of the plague well founded and without ambiguities: he resolutely denies any value to the miasmatic paradigm, even if anyway he tries to do it without contesting Galen explicitly. The treatise shows a certain disappointment about how the epidemic had been dealt with and clarifies the lessons that can be drawn from the event. The physician does not quote any scientist prominent in Naples but it is highly probable that he was influenced by them.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11386/4719161
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