Il saggio delinea, attraverso riferimenti ad alcuni testi esemplari, l’evoluzione del pensiero di Giuseppe Maria Galanti riguardo a temi quali l’unione coniugale, l’amore, la galanteria, la morale, l’educazione, la formazione culturale femminile, il lusso – fondamentali nel suo ampio e articolato progetto di riforma basato sul concreto amore per il bene pubblico –, dai quali partire per riscrivere i valori su cui costruire la convivenza civile e, in particolare, il rapporto tra uomo e donna alla luce del nuovo gusto sentimentale. Tra i testi galantiani editi e inediti presi in considerazione, non privi in alcuni casi di suggestioni letterarie ed echi di dinamiche affettive proprie del vissuto dell’autore, principale oggetto di analisi è "La festa di Venere, canzonetta epitalamica con un saggio sopra i costumi di questo secolo", opera consegnata alle stampe nel 1775 in forma anonima e senza note tipografiche, mai ristampata, un unicum nella produzione dell’illuminista meridionale, che si cimenta solo in questo caso nella pratica versificatoria.

Costumi sociali e sentimenti nella “Festa di Venere” e in altri scritti editi e inediti di Giuseppe Maria Galanti

Domenica Falardo
2019

Abstract

Il saggio delinea, attraverso riferimenti ad alcuni testi esemplari, l’evoluzione del pensiero di Giuseppe Maria Galanti riguardo a temi quali l’unione coniugale, l’amore, la galanteria, la morale, l’educazione, la formazione culturale femminile, il lusso – fondamentali nel suo ampio e articolato progetto di riforma basato sul concreto amore per il bene pubblico –, dai quali partire per riscrivere i valori su cui costruire la convivenza civile e, in particolare, il rapporto tra uomo e donna alla luce del nuovo gusto sentimentale. Tra i testi galantiani editi e inediti presi in considerazione, non privi in alcuni casi di suggestioni letterarie ed echi di dinamiche affettive proprie del vissuto dell’autore, principale oggetto di analisi è "La festa di Venere, canzonetta epitalamica con un saggio sopra i costumi di questo secolo", opera consegnata alle stampe nel 1775 in forma anonima e senza note tipografiche, mai ristampata, un unicum nella produzione dell’illuminista meridionale, che si cimenta solo in questo caso nella pratica versificatoria.
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