Il volume, che segue l’edizione delle redazioni phi e chi degli scholia recentiora a Giovenale (Pisa, 2011-2018), rappresenta il completamento della editio princeps delle redazioni carolinge al satirico aquinate finora note. L’analisi del materiale scoliastico non riconducibile direttamente alla vulgata phi chi, tràdito anche da manoscritti emersi dopo l’imponente sistemazione di Paul Wessner, ha permesso di individuare una nuova redazione lambda che, pur condividendo nella prima parte ampie porzioni di testo con phi e chi, costituisce una fase esegetica cronologicamente anteriore, ma probabilmente ancora riconducibile alla figura di Remi di Auxerre e non, come pure si era pensato, al più colto e raffinato Heiric. Il suo esame consente di seguire lo sviluppo dell’esegesi altomedievale a un autore emblematico qual è Giovenale, osservando sia il filo tenue che la lega all’attività dei grammatici tardo-antichi, conservatasi negli scholia uetustiora, sia, in particolare, l’apporto robusto che essa ha fornito all’interpretazione del satirico fino all’Umanesimo avanzato. L’edizione critica è corredata da indici dettagliati che permettono al lettore di muoversi agevolmente nella fitta trama dei commenti e fanno del volume uno strumento di consultazione efficace per chi voglia valutare l’impatto del testo di Giovenale nella tradizione scolastica del X secolo.

Scholia in Iuvenalem recentiora. Secundum recensionem lambda

Grazzini Stefano
2021

Abstract

Il volume, che segue l’edizione delle redazioni phi e chi degli scholia recentiora a Giovenale (Pisa, 2011-2018), rappresenta il completamento della editio princeps delle redazioni carolinge al satirico aquinate finora note. L’analisi del materiale scoliastico non riconducibile direttamente alla vulgata phi chi, tràdito anche da manoscritti emersi dopo l’imponente sistemazione di Paul Wessner, ha permesso di individuare una nuova redazione lambda che, pur condividendo nella prima parte ampie porzioni di testo con phi e chi, costituisce una fase esegetica cronologicamente anteriore, ma probabilmente ancora riconducibile alla figura di Remi di Auxerre e non, come pure si era pensato, al più colto e raffinato Heiric. Il suo esame consente di seguire lo sviluppo dell’esegesi altomedievale a un autore emblematico qual è Giovenale, osservando sia il filo tenue che la lega all’attività dei grammatici tardo-antichi, conservatasi negli scholia uetustiora, sia, in particolare, l’apporto robusto che essa ha fornito all’interpretazione del satirico fino all’Umanesimo avanzato. L’edizione critica è corredata da indici dettagliati che permettono al lettore di muoversi agevolmente nella fitta trama dei commenti e fanno del volume uno strumento di consultazione efficace per chi voglia valutare l’impatto del testo di Giovenale nella tradizione scolastica del X secolo.
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