Gli studiosi della Sicilia tardomedievale hanno spesso sottovalutato il ruolo dell’isola nel finanziamento della politica estera della Corona d’Aragona, considerandolo marginale rispetto a quello delle componenti iberiche dell’unione catalano-aragonese. D’altro canto, le fonti documentarie superstiti attestano che, a cominciare dal regno di Alfonso V d’Aragona (1416-58), detto il Magnanimo, il regno di Sicilia ebbe invece un ruolo di primo piano per lo svolgimento delle guerre italiane del sovrano iberico, come si evince chiaramente mediante lo studio della tesoreria isolana negli anni in cui fu retta dall’esperto burocrate Nicola Speciale (1419-22) e della sua contabilità superstite. Quest’ultimo, infatti, fu in grado di accrescere in maniera esponenziale gli introiti della tesoreria allo scopo di finanziare le campagne militari alfonsine prima in Sardegna e Corsica e poi, soprattutto, a Napoli e nel Mezzogiorno. L’attività del tresorer Nicola Speciale, d’altro canto, non si sostanziò solamente con sovvenzionamenti economici e pagamenti diretti a nome del sovrano, ma anche – per via della posizione strategica dell’isola – tramite il continuo invio di vettovaglie, armamenti e altre merci alle truppe di terra dislocate nel Mezzogiorno e agli equipaggi delle galee della flotta regia.

I conti di Nicola Speciale, tesoriere del regno di Sicilia e il finanziamento politica italiana di Alfonso il Magnanimo (1419-22)

SILVESTRI A
2021-01-01

Abstract

Gli studiosi della Sicilia tardomedievale hanno spesso sottovalutato il ruolo dell’isola nel finanziamento della politica estera della Corona d’Aragona, considerandolo marginale rispetto a quello delle componenti iberiche dell’unione catalano-aragonese. D’altro canto, le fonti documentarie superstiti attestano che, a cominciare dal regno di Alfonso V d’Aragona (1416-58), detto il Magnanimo, il regno di Sicilia ebbe invece un ruolo di primo piano per lo svolgimento delle guerre italiane del sovrano iberico, come si evince chiaramente mediante lo studio della tesoreria isolana negli anni in cui fu retta dall’esperto burocrate Nicola Speciale (1419-22) e della sua contabilità superstite. Quest’ultimo, infatti, fu in grado di accrescere in maniera esponenziale gli introiti della tesoreria allo scopo di finanziare le campagne militari alfonsine prima in Sardegna e Corsica e poi, soprattutto, a Napoli e nel Mezzogiorno. L’attività del tresorer Nicola Speciale, d’altro canto, non si sostanziò solamente con sovvenzionamenti economici e pagamenti diretti a nome del sovrano, ma anche – per via della posizione strategica dell’isola – tramite il continuo invio di vettovaglie, armamenti e altre merci alle truppe di terra dislocate nel Mezzogiorno e agli equipaggi delle galee della flotta regia.
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