L'intervento si propone di indagare le modalità tematiche e stilistiche di rifacimento del mito di Cassandra all'interno della poesia di Amelia Rosselli, con particolare riferimento al testo Mare del bisogno, Cassandra (Variazioni belliche, 1964). Amelia Rosselli usa il linguaggio per ricreare qualcosa di suo che appare incomprensibile se cercato nella realtà ma che si comprende meglio quando lo si avvicina al tentativo continuo ed isterico dell'autrice di tendere all'assoluto, ad un principio unico extra- reale, che si risolve con una tristezza ... negli occhi del profeta. In una torsione tutta espressionistica la Rosselli diventa una Cassandra disperata e rassegnata, ma nello stesso tempo tormentata dall'indifferenza nei confronti della presunta veridicità delle sue profezie. In Mare del bisogno, Cassandra viene proposto un immaginario mortuario che introduce una dimensione intersoggettiva molto importante, capace di trasfigurare l'autrice nella profeta sacrificata all'altare della diffidenza. La sua è una vera e propria “maledizione persefonea”: costretta ad una morte in vita la Rosselli richiama continuamente nei suoi versi personaggi del repertorio della tragedia classica che vivono condizionate dalla morte, prima di andarle irrimediabilmente incontro. La Cassandra- Rosselli è sospesa tra il desiderio di riconoscimento da parte dell’Altro e l’ostinata ricerca di una solitudine silenziosa, lì dove le voci parlano una lingua che ferisce, inadeguata ai nostri desideri più ancestrali e alle nostre irrisolte tensioni tra ribellione e acquiescenza.

Mare del bisogno, Cassandra… Amelia Rosselli profetessa triste.

Eleonora Rimolo
2022-01-01

Abstract

L'intervento si propone di indagare le modalità tematiche e stilistiche di rifacimento del mito di Cassandra all'interno della poesia di Amelia Rosselli, con particolare riferimento al testo Mare del bisogno, Cassandra (Variazioni belliche, 1964). Amelia Rosselli usa il linguaggio per ricreare qualcosa di suo che appare incomprensibile se cercato nella realtà ma che si comprende meglio quando lo si avvicina al tentativo continuo ed isterico dell'autrice di tendere all'assoluto, ad un principio unico extra- reale, che si risolve con una tristezza ... negli occhi del profeta. In una torsione tutta espressionistica la Rosselli diventa una Cassandra disperata e rassegnata, ma nello stesso tempo tormentata dall'indifferenza nei confronti della presunta veridicità delle sue profezie. In Mare del bisogno, Cassandra viene proposto un immaginario mortuario che introduce una dimensione intersoggettiva molto importante, capace di trasfigurare l'autrice nella profeta sacrificata all'altare della diffidenza. La sua è una vera e propria “maledizione persefonea”: costretta ad una morte in vita la Rosselli richiama continuamente nei suoi versi personaggi del repertorio della tragedia classica che vivono condizionate dalla morte, prima di andarle irrimediabilmente incontro. La Cassandra- Rosselli è sospesa tra il desiderio di riconoscimento da parte dell’Altro e l’ostinata ricerca di una solitudine silenziosa, lì dove le voci parlano una lingua che ferisce, inadeguata ai nostri desideri più ancestrali e alle nostre irrisolte tensioni tra ribellione e acquiescenza.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11386/4813437
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